Vita Trentina – 5.5.2002
I popoli dei Balcani attribuiscono un valore tutto particolare al concetti do casa. Per questo nei momenti di odio ci si scaglia proprio contro le abitazioni di chi è considerato il nemico. E per lo stesso motivo la Caritas Italiana, tra i primi interventi previsti in Kosovo, ha puntato sulla ricostruzione delle abitazioni. Una proposta che è stata subito raccolta dalla delegazione Caritas del Nordest (Veneto, Friuli – Venezia Giulia, Trentino – Alto Adige). Cento case rimesse a nuovo sono l’obiettivo raggiunto in questi pochi anni. Si trovano nella zona di Peja/Pec. In parte sono state ricostruite del tutto, in parte riparate essendo in condizioni di inagibilità.

I vari progetti della Caritas Nordest sono stati seguiti a distanza dal delegato don Dino Pistolato e più da vicino da Laura Gava che ha coordinato gli interventi soggiornando a Peja/Pec dal settembre 1999 fino al dicembre 2001. Racconta: “Quando sono arrivata in Kosovo tutta la regione era un unico cumulo di macerie. Poche case erano state risparmiate: il resto distrutte, incendiate, derubate e vuote”.
La scelta delle famiglie da aiutare nella ricostruzione è stata operata in base a precisi criteri: “Già nell’agosto 1999 ci fu una breve missione in città dei responsabili della Caritas che presero contatti con don Lorenc Sopi, il parroco, e con l’imam, Nexhreddin Hoxha. Sulla base delle indicazioni forniteci da loro due abbiamo visitato le famiglie e fatto i rilievi tecnici. Si è voluta rispettare la suddivisione religiosa della popolazione. Infatti almeno il 75% delle case ricostruite appartengono a famiglie musulmane”.
Un altro intervento di rilievo è stato quello della riabilitazione di tutta l’impiantistica elettrica, idrica e termica dell’ospedale civile della città. La cooperazione italiana, all’ospedale di Peja (quasi 500 posti letto per un bacino di utenza di 300 mila abitanti), è intervenuta in vari modi. Personale proveniente da Padova ha seguito le fasi critiche della ripresa e ancora oggi il dott. Giampietro Pellizzer affianca il dott. Issa Kaliqani nella gestione della struttura. Come spiega Ali Berisha, assessore alla Sanità, “si punta sulla razionalizzazione del servizio sanitario, rimasto per decenni ancorato allo stile megalomane del precedente regime”.
Il modernissimo impianto idraulico e di riscaldamento dell’ospedale, è stato finanziato dalla fondazione CariVerona tramite appunto la Caritas del Nordest.
Tra gli interventi della delegazione Triveneta, infine, il Centro giovanile dislocato proprio a fianco della chiesa di Peja/Pec, inaugurato il 1° maggio alla presenza del vescovo delegato regionale per la Caritas mons. Luigi Bressan.