Il testo che segue – curato da Caritas Firenze – è stato letto a Larnaca, Cipro, a conclusione di Migramed 2026. Fiori nell’acqua per fare memoria delle persone migranti morte in mare.

«È importante in questo momento iniziare dalla frase che dà il titolo a questa edizione di Migramed: “Ogni viaggio è un cammino condiviso”.
In questi giorni abbiamo riflettuto, ascoltato, condiviso, vissuto esperienze di accoglienza, integrazione, tutela, di pace. Abbiamo affrontato la vita, che è e rimarrà sempre il dono più prezioso.
Ora il pensiero va a chi quel viaggio non ha potuto portarlo a termine.
Davanti a tutto: persone, volti, storie.
A coloro che sono partiti con una speranza e che hanno trovato la morte in mare o lungo le frontiere terrestri.
Come noi, ognuno di loro aveva un nome, una famiglia, qualcuno che lo ha visto partire e aspettare.
Ognuno aveva una storia che meritava di continuare.
Per diversi di loro non c’è una tomba, un luogo in cui portare un fiore, poter pregare.
Per questo commemorare i migranti morti in queste situazioni è un gesto profondamente umano. Significa restituire presenza e dignità a chi è scomparso. Significa che quelle vite hanno avuto un valore perché il loro viaggio, in qualche modo, è diventato parte del nostro. Non lasciamo, allora, che il mare o le rotte di terra siano luoghi in cui la memoria scompare».
