Le leggi fondamentali della stupidità umana

L’economista Carlo M. Cipolla ha dato uno strumento che oggi e in ogni tempo aiuta a interpretare la realtà, quella di ogni giorno nelle nostre immediate vicinanze, quella globale, che influenza l’esistenza di molti e obbedisce alle medesime dinamiche.

Cipolla, nel suo celebre saggio satirico Le leggi fondamentali della stupidità umana, analizza questo comportamento con rigore quasi matematico.

Il cuore della sua teoria si riassume in un grafico cartesiano che divide l’umanità in quattro categorie in base agli effetti delle loro azioni:

CategoriaEffetto su se stessiEffetto sugli altri
IntelligentiVantaggioVantaggio
SprovvedutiDannoVantaggio
BanditiVantaggioDanno
StupidiDanno o nessun vantaggioDanno

Le cinque Leggi fondamentali

  1. Prima legge. Sempre e inevitabilmente ognuno di noi sottovaluta il numero di individui stupidi in circolazione.
  2. Seconda legge. La probabilità che una certa persona sia stupida è indipendente da qualsiasi altra caratteristica di quella stessa persona (istruzione, classe sociale, genere o professione non contano: la percentuale è una costante biologica).
  3. Terza legge (la legge aurea). Una persona stupida è una persona che causa un danno a un’altra persona o gruppo di persone senza nel contempo realizzare alcun vantaggio per sé, o addirittura subendo una perdita.
  4. Quarta legge. Le persone non stupide sottovalutano sempre il potenziale nocivo delle persone stupide. In particolare si dimentica costantemente che associare o trattare con individui stupidi si rivela infallibilmente un costosissimo errore.
  5. Quinta legge. La persona stupida è il tipo di persona più pericoloso che esista.

Il corollario. Lo stupido è più pericoloso del bandito.

Mentre l’azione del bandito è logica (ruba per arricchirsi, quindi redistribuisce semplicemente la ricchezza), lo stupido danneggia gli altri senza guadagnarci nulla, distruggendo ricchezza e valore per l’intera società in modo del tutto imprevedibile.

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