Bisogno di democrazia vera nell’epoca del bullismo globale

QuiMedia – 17.9.2026

Autocrazie, populismi, sovranismi, nazionalismi, indebolimento delle democrazie e del multilateralismo sono fenomeni interconnessi e si rinforzano a vicenda. La dinamica è quella del gatto che si morde la coda. Il risultato: le grandi questioni restano irrisolte.

Dove nasce il fascino diabolico dei movimenti populisti che hanno conquistato la scena nel mondo, in Europa e anche in Alto Adige? Il punto di partenza è spesso la perdita (indotta?) di fiducia. Quando le istituzioni sono percepite come lontane o inefficaci, cresce il bisogno di protezione e controllo. Il populismo traduce questa domanda nella contrapposizione tra “popolo” ed “élite” (la “casta”), aumentando la polarizzazione e riducendo gli spazio di dialogo.

Su questo terreno si rafforzano sovranismo e nazionalismo. Il “recupero della sovranità nazionale” diventa una risposta alla presunta perdita di controllo. Ma molti problemi contemporanei – clima, migrazioni, pandemie, sicurezza, guerre, finanza e tecnologia – superano di gran lunga i confini nazionali e richiedono cooperazione, ovvero cessione consapevole di sovranità.

La polarizzazione indebolisce i contrappesi democratici. Parlamento, magistratura, informazione e amministrazioni vengono rappresentati, nella propaganda semplificatoria, come ostacoli alla “volontà popolare”. La concentrazione del potere riduce così i meccanismi di controllo e contribuisce all’affermazione di personaggi autocratici. Sono i pifferai magici del bullismo globale.

Si crea una spirale: la sfiducia produce polarizzazione, che porta alla concentrazione del potere, dunque a minore cooperazione e infine a ulteriore debolezza istituzionale. È il gatto che si morde la coda.

L’effetto sul bene comune è una minore capacità (e volontà) di affrontare problemi complessi e di lungo periodo. Il conflitto prevale sulla mediazione, l’interesse immediato su quello futuro e il presunto interesse nazionale sulla necessaria cooperazione. Il “tutti contro tutti” conduce sull’orlo del baratro.

La questione centrale è quindi la capacità delle democrazie di recuperare efficacia, rappresentanza e fiducia, senza restringere il pluralismo e senza rinunciare, anzi investendo nella cooperazione necessaria per governare problemi che superano i confini nazionali e generazionali.

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