Vita Trentina – 5.7.2026
Un’ora di religione interconfessionale e interreligiosa. Una sperimentazione che ha preso l’avvio due anni fa e che raccoglie un consenso sempre più ampio tra studenti, famiglie e docenti. Il progetto “diaRU – dialogisch-interreligiöser authentischer Religionsunterricht”, coinvolge sei istituti scolastici di Vienna. La responsabile dell’Ufficio scolastico della capitale austriaca, Andrea Pinz, intervenendo sulle pagine del settimanale cattolico Der Sonntag, definisce l’iniziativa un modello innovativo e attuale.
Secondo Pinz, l’evoluzione del contesto scolastico richiede nuove modalità organizzative capaci di rispondere alla crescente pluralità culturale e religiosa presente nelle aule. “La flessibilità delle forme organizzative è oggi indispensabile per garantire un insegnamento della religione che continui a essere significativo e rilevante nella vita degli studenti”, ha affermato, sottolineando come il progetto rappresenti un’importante evoluzione della tradizionale didattica confessionale.
L’iniziativa nasce dalla collaborazione tra la Chiesa cattolica, la Chiesa evangelica, la Chiesa ortodossa, la Comunità islamica e la Comunità religiosa alevita. Il cuore del progetto consiste nell’insegnamento condiviso: studenti delle diverse culture seguono insieme alcune lezioni di religione, guidati contemporaneamente da insegnanti appartenenti a diverse confessioni e tradizioni religiose.
L’obiettivo non è quello di uniformare le tradizioni di fede, che rimangono differenti, ma di creare uno spazio di dialogo e confronto nel quale gli alunni possano riflettere insieme sui grandi temi dell’esistenza, della spiritualità e dei valori, imparando a conoscere le altre convinzioni religiose nel rispetto reciproco. Il modello didattico punta quindi sull’incontro e sul dialogo come strumenti per favorire la comprensione delle differenze e la costruzione di una convivenza più consapevole.
Attualmente il progetto interessa tre scuole primarie, due licei e una scuola speciale della città di Vienna, offrendo un campione significativo di realtà scolastiche differenti.
Per Andrea Pinz il panorama educativo odierno presenta situazioni molto diverse tra loro: si passa da classi caratterizzate da una sostanziale omogeneità religiosa nelle aree rurali a contesti urbani, come quello viennese, nei quali convivono studenti appartenenti a culture, tradizioni e confessioni differenti. Proprio questa trasformazione, osserva la dirigente scolastica, impone alla scuola di ripensare gli strumenti educativi, creando occasioni di incontro che valorizzino gli elementi comuni senza ignorare o minimizzare le differenze.

Il progetto è accompagnato da un’attività di ricerca scientifica affidata all’Istituto Pedagogico Ecclesiale di Vienna e della Bassa Austria (KPH Wien/Niederösterreich), che ne monitora gli effetti sul piano pedagogico e didattico. Lo stesso istituto coordina inoltre la realizzazione di materiali didattici specificamente progettati per sostenere questo approccio innovativo all’insegnamento della religione.
Alla luce dei risultati finora ottenuti, il progetto diaRU si propone come un laboratorio educativo capace di rispondere alle sfide poste da una società sempre più multiculturale e multireligiosa, dimostrando come il dialogo tra diverse tradizioni di fede possa diventare un’opportunità concreta di crescita personale e civile anche all’interno della scuola.