Cento anni, cento candeline. Tutto il resto è vanità

QuiMedia – 25.6.2026

La zia Lucia ha compiuto cent’anni. È nata l’ultimo giorno di primavera del 1926, dopo l’autunno della Belle Époque, il lungo e tragico inverno della Grande Guerra e la stagione isterica e tempestosa del primo dopoguerra. Vivere tra luci e ombre dal “secolo breve” al terzo millennio.

Nel 1926, anno della sua nascita, Mussolini sopravvisse a tre attentati. Fu anche l’anno delle “leggi fascistissime”, che soppressero la libertà di stampa e di associazione, cancellarono sindacati, partiti politici, la democrazia comunale e trasformarono il governo fascista in una dittatura.

Nel 1936, quando la zia compiva dieci anni, Mussolini proclamò l’Impero. A casa nessuno esultò. Il nonno non era fascista: era persino nato austriaco e l’Italia lo aveva mandato per alcuni mesi al confino in Sardegna.

Nel giugno del 1946 la zia aveva vent’anni, troppo pochi per votare. Del resto, a Merano nessuno poté partecipare al referendum istituzionale né eleggere l’Assemblea costituente. Si viveva ancora nel limbo, in attesa delle decisioni dei “grandi”. In famiglia, però, tutti furono felici per il ritorno della libertà e della democrazia. E si confidava nel conterraneo Degasperi.

Nel 1966, a quarant’anni, nei giorni dell’alluvione, la zia Lucia accolse con gioia la nascita di un nipotino. Dieci anni dopo, nel 1976, pianse la morte della madre, vedova ormai da un quarto di secolo.

Nel 1986, mentre la zia compiva sessant’anni, a Palermo si apriva il Maxiprocesso. Dieci anni più tardi, attraverso la sorella che vive a Bologna, si congratulava con Prodi per il suo primo governo. Nel 2006 fece il tifo per la Nazionale campione del mondo, come oggi esulta per i successi di Jannik Sinner. Nel 2016, superati i novant’anni, pensò di essere ormai troppo vecchia per capire come gli americani potessero eleggere presidente uno della pasta di Trump.

Il 1926, quando la zia Lucia venne al mondo, è ricordato come un anno particolarmente caldo: la temperatura media in Italia fu di 11,7 gradi. Un secolo dopo, nel 2025, è salita a 13,6 gradi. Ma la zia continua a cavarsela: cerca il fresco e si aiuta con il ventaglio.

Il 20 giugno 2026, nel giorno del suo centesimo compleanno, i presidenti Trump e Meloni si scambiano battute sui social media. La zia scuote la testa e noi non abbiamo altro da aggiungere, se non un augurio affettuoso a lei e a tutti i centenari che, con le loro vite, insieme straordinarie e ordinarie, ci ricordano che il bene fatto non va mai perduto. Tutto il resto è vanità.

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