Striking up (per iniziare)

Bill – 11.6.2026*

Si dice che George Orwell abbia intitolato il suo romanzo «1984» invertendo le ultime cifre dell’anno in cui fu scritto, il 1948. Era soprattutto per dire: attenzione, le cose di cui si parla non sono così lontane da noi, solo pochi decenni. O forse già adesso.

1984 racconta la vita di Winston Smith, che vive in una società dominata dal controllo assoluto del Partito e del Grande Fratello. Attraverso la sua ribellione, il romanzo mostra un mondo in cui verità, linguaggio e memoria vengono manipolati per mantenere il potere. È un monito contro i totalitarismi, la loro guerra perpetua e la privazione della libertà personale, un appello a vigilare su ogni forma di controllo e propaganda.

Mentre Orwell scriveva, nel 1948, Merano stava uscendo dalla tragedia della guerra – scatenata da regimi totalitari – e ne scontava ancora tutte le conseguenze. Ma lo stesso anno entravano in vigore la Costituzione, con le sue parole di libertà, e l’Autonomia, con i suoi spazi di responsabilità. Un nuovo inizio.

Nel 1984, attorno a un tavolo, nei locali di una casa che in origine avrebbe dovuto celebrare uno di quei totalitarismi, un prete, un professore e sei giovani davano vita al Centro Giovani Santo Spirito. Pochi anni più tardi al Centro sarebbe stato dato il nome di «Strike Up». Il nuovo inizio.

Se nel 1984 di Orwell la libertà è offesa e la memoria offuscata, nel 1984 meranese c’è chi prende in mano la realtà (senza distopie e senza utopie) e guarda avanti con fiducia, costruisce percorsi di ricerca, di partecipazione e di liberazione.

Lo sguardo indietro che si dà in queste pagine è solo per trarre beneficio dal cammino percorso, per poi voltarsi e puntare al 2048 e oltre (sognando, anzi lavorando a un mondo meno orwelliano di quello del 2026).

Bill, 25 aprile 2026

* Introduzione a 1984, pubblicazione per i 40 anni e più del Centro Giovani Strike Up

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