Padre Pier, il quattordicesimo vereador

Vita Trentina – 14.10.2012

Il momento più toccante della cerimonia è quando il missionario, sull’aria del “Testamento del capitano”, intona alcuni versi per dire che “padre Pier chiede che il suo corpo sia interrato ‘ai Gesuiti’, assieme a quello dei fratelli”. “Os Jesuitas” è il cimitero di Embu das Artes, grosso centro (250 mila abitanti) alla periferia di San Paolo. Don Pier Giorgio Bellucco, meranese, è lì dal 1994, parroco di Sta. Tereza. Vive in Brasile da trent’anni. Il Consiglio comunale di Embu ha deciso di riconoscere il suo impegno, nominandolo cittadino onorario. “Una vera sorpresa per me”, dice il sacerdote, “ma anche un gradito riconoscimento. Abbiamo tutti bisogno di segni, per capire se quello che facciamo va nella direzione giusta”. Alla cerimonia in cui “padre Pier”, il 3 ottobre, è stato insignito dell’onorificenza, ha assistito una folta rappresentanza della sua comunità. Presenti, con i loro messaggi, anche il vescovo Ivo Muser (“Ti ringrazio per l’impegno missionario con cui hai saputo affrontare i notevoli cambiamenti avvenuti nella società e nella Chiesa brasiliana”) e il vicario Michele Tomasi per la diocesi altoatesina, Luis Durnwalder e Christian Tommasini per la Provincia, Lorenzo Dellai (“La sua storia e quanto realizzato nella vostra terra rappresenta un motivo di orgoglio per l’intera comunità del Trentino-Alto Adige”) per la Regione, Giorgio Balzarini e il parroco don Gianni Cosciotti per la città di Merano.

A proporre l’iniziativa è stato il vereador Aparecido Pereira Dias. “Non bisogna studiare molto – spiega – per capire chi fa del bene. Il padre Pier è sempre stato una persona al servizio degli altri. I consiglieri comunali che si occupano della città sono 13. Lui per noi è stato il quattordicesimo”. La città è grata a don Bellucco soprattutto per la realizzazione di un centro regionale per l’infanzia, gestito in collaborazione col Comune. Ora il missionario meranese ha un nuovo sogno: una casa di accoglienza per persone senza fissa dimora. Ha già individuato il terreno, a lato della cappella di Sta. Terezinha. Manca solo il denaro. “Siate sensibili alla povertà dei nostri poveri”, mormora padre Pier. “Con l’idea che il Brasile è diventato ricco, si pensa che i poveri non ci sono più. Non è affatto così. Qui in periferia siamo poveri come prima o forse più ancora, perché il divario con il Brasile ricco è aumentato. Continuate a darci una mano”.

Certamente la situazione generale del Paese è migliorata. “La congiuntura internazionale – spiega il missionario – ha favorito molto il Brasile, che ha dei potenziali enormi”. Quanto all’azione del governo, “noi sacerdoti della periferia diamo atto che i miglioramenti ci sono; ma per estirpare la povertà non bastano pochi anni…”

E la Chiesa cattolica che ruolo ha in questa fase di sviluppo? “Siamo stati all’avanguardia, ad esempio nel campo della pastorale dell’infanzia. Lo stesso governo ci riconosce come un esempio da seguire. Non abbiamo complessi di inferiorità. Però la Chiesa in questo momento potrebbe approfittare della situazione politica per essere ancora più incisiva. Speriamo. Non siamo venuti qui per predicare e basta, ma per far sì che tutti possano stare meglio”.

Il Brasile si appresta ad ospitare tre appuntamenti di interesse planetario: la Giornata Mondiale della Gioventù, i Mondiali di calcio e le Olimpiadi. Coinvolgono la comunità cristiana? Dice padre Pier: “La GMG ci riguarda, ovviamente. Ci prepariamo a livello parrocchiale e regionale. Sarà un grande evento, ma bisogna che ci sia un prima e un dopo”. Conferma tutto dom Luiz Antonio Guedes, vescovo di Campo Limpo, la diocesi brasiliana di padre Pier: “La preparazione alla GMG ci permette di dare inizio ad un commino di nuova evangelizzazione dei giovani. Al di là del grande evento, siamo noi stessi che abbiamo bisogno di un nuovo annuncio”.

Anche il Mundial e le Olimpiadi, secondo don Bellucco, rappresentano un’opportunità: “Il Brasile mostrerà il suo volto bello, ma non potrà nascondere i suoi limiti. Molte cose ancora non vanno: il sistema telefonico, ad esempio, non funziona bene. Così il controllo del traffico… Sono cose che tutti vedranno chiaramente… Che vengano pure da tutto il mondo a darci la sveglia…” Ma c’è pure un messaggio squisitamente sportivo: “Voglio avvisare gli italiani: il Brasile ha giocatori giovani e molto capaci. La nazionale italiana troverà pane per i suoi denti…”

E lui, nuovo cidadão embuense, di fronte ad un eventuale match Italia-Brasile, per chi farà il tifo? Per chi ci metterà più anima, c’è da giurarlo.

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