Uno dei più antichi documenti che ci danno qualche notizia della zona di Merano è la Vita di San Corbiniano scritta da Arbeone, vescovo di Frisinga. Arbeone vive nell’VIII secolo (nasce prima del 723, muore nel 784) e sappiamo che da bambino si trova a Maia. Forse è proprio originario della zona. A quanto dice Arbeone, Corbiniano nasce in un luogo detto “Castrus”. I suoi genitori si chiamano Valdegiso (Waltekis) e Corbiniana. Secondo la tradizione “Castrus” si troverebbe nell’odierna Francia, a sud di Parigi, ed i genitori del santo sarebbero un uomo franco e una donna romana. Secondo un’altra versione la località sarebbe invece da collocare nei pressi di Meltina.
Arebeone racconta che Corbiniano, dopo aver trascorso alcuni anni come eremita, va per due volte a Roma dal papa. Vorrebbe ritirarsi in silenzio presso le tombe dei martiri, ma il pontefice lo ordina sacerdote, lo consacra vescovo, e lo manda ad annunciare il Vangelo ai Bavari.
Di ritorno da Roma, mentre si dirige verso la Baviera, Corbiniano viene fermato presso il castrum Maiense dalle guardie bavare. Costretto ad una lunga attesa, egli scopre le bellezze della zona di Maia e la tomba di san Valentino nella chiesa del castrum. Finirà per innamorarsi di quella regione, in particolare della località detta allora Cainina (Caines).
Dopo questa sosta forzata, il santo arriva finalmente in Baviera. E’ bene accolto dal duca Grimoaldo (figlio di Teodone II), residente a Frisinga. Grimoaldo, secondo la narrazione, si fa convincere ad acquistare i terreni di Cainina, dove si costruiscono una chiesa e un’abitazione, si piantano vigne e frutteti.
Presto però alla corte di Frisinga sorgono dei problemi. Corbiniano entra in conflitto con Grimoaldo. Il duca, contro la consuetudine religiosa, ha sposato Pilitrude, vedova di suo fratello Teobaldo. Minacciato di morte, Corbiniano fugge e cerca riparo a Maia.

Torna a Frisinga solo quando a Grimoaldo succede il duca Ucperto. Abita nel monastero di Santa Maria, ma il suo cuore rimane a Maia, tanto che Corbiniano esprime la volontà di essere sepolto, una volta morto, nel castrum, accanto a Valentino. Così accade, intorno al 730 o poco prima.
Dopo il 765 Arbeone, divenuto vescovo, ne farà infine trasportare il corpo a Frisinga.
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Da: Paolo Valente, Merano. Breve storia della città sul confine, ed. Raetia, Bolzano 2008, pp. 62-63

[…] sia l’esito dell’incontro tra gruppi, popoli, lingue, culture. Ne è testimone già Arbeone di Frisinga (nativo di Maia, ovvero di Merano), con la sua Vita Corbiniani. Racconta come il santo, passando […]
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