Vita Trentina – 5.5.2002
Nel contesto degli aiuti alla ricostruzione in Kosovo alcune Caritas diocesane, oltre a collaborare con i progetti della delegazione Nordest, hanno intrapreso iniziative autonome (sempre comunque coordinate con la Caritas Italiana). È il caso della Caritas diocesana di Bolzano-Bressanone che ha finanziato la costruzione di trenta case in cinque villaggi nei pressi di Peja/Pec, promuovendo dei gemellaggi con due parrocchie, Budisalc e Glavicice, avviando un programma di accompagnamento alla Caritas kosovara con la previsione della costruzione di alcuni centri polivalenti.
La Caritas diocesana di Trento a sua volta, ha ricostruito 24 abitazioni nella zona di Bince/Binac. Importante il contributo dato al programma di accompagnamento alla Caritas Kosovo. Istituita a pieno titolo solo dopo il conflitto, la Caritas locale necessita infatti di un supporto da parte della Caritas Italiana, sia per sviluppare le proprie strutture minime, sia per avviare l’attività che consiste inizialmente nella presa di contatto con le parrocchie allo scopo di istituire, in sede locale, commissioni Caritas con cui poi collaborare. Un intervento, tra l’altro, che ha una ricaduta molto positiva sulla pastorale diocesana in genere.
In partenza anche un progetto di sostegno allo sviluppo economico, da attuare in campo agricolo. Uno dei problemi principali della regione infatti è quello di uscire dall’economia di guerra e trovare una propria via per valorizzare le risorse locali e così potere, col tempo, camminare con le proprie gambe.
