Cercare consenso instillando odio: indegno e disumano

QuiMedia – 14.5.2026

Non c’è niente di più facile — e perciò vile — per certi politici (ma la politica vera è un’altra cosa) che raggranellare consensi parlando male degli “stranieri”. La maggior parte dei bulli e degli odiatori che stanno portando il nostro mondo alla deriva ha costruito il proprio successo sulla pelle delle persone migranti.

Pubblicato il 25.3.2026

Ma non serve andare lontano. Ho davanti agli occhi il banner pubblicato sui social da un gruppo politico altoatesino che mostra una donna (bionda) impaurita dai volti torvi e dai gesti intimidatori di due uomini dall’evidente origine straniera. Un’immagine ben costruita, capace di turbare anche me, accompagnata da slogan che evocano paure e minacce di morte. La “foto” è un prodotto dell’intelligenza artificiale, dunque è falsa e, per il messaggio di cui è portatrice, potrebbe meritare un esame sotto il profilo dell’“odio per motivi razziali” ai sensi della Legge Mancino.

Lo stesso gruppo, in altri post, gioca la carta degli “alloggi gratis ai migranti”: un presunto provvedimento che sarebbe promosso dalla Giunta provinciale e, in particolare, dall’assessora Rosmarie Pamer, che nei mesi scorsi, proprio per aver affrontato il tema, è stata coperta di insulti (a lei va tutta la nostra solidarietà).

A queste situazioni — che rappresentano una violazione delle più elementari norme della buona informazione e della convivenza civile — ha risposto, alcuni giorni fa, il presidente Arno Kompatscher.

“È intollerabile e inaccettabile che si continui a diffondere affermazioni false”, scrive Kompatscher, “col solo scopo di alimentare odio e risentimento sociale”. “Del tutto infondata” l’idea “che gli stranieri ricevano un trattamento preferenziale nelle politiche abitative”. Al contrario: “I dati consolidati da anni confermano che gli stranieri ricevono meno di quanto spetterebbe loro”. “Ci sono ambiti in cui la presenza degli stranieri è pari a zero, nonostante rappresentino circa il 10-12% della popolazione. Di queste misure beneficiano quasi esclusivamente i residenti locali” che hanno “requisiti di radicamento che i nuovi arrivati spesso non possiedono ancora”. È “inaccettabile sostenere che si faccia politica contro i residenti. La verità è l’esatto opposto: i residenti locali sono, nei fatti, i soggetti favoriti, e non abbiamo alcuna difficoltà a dichiararlo con chiarezza”.

Rispetto ai migranti – che, aggiungiamo noi, in tutto il Paese sono la categoria più esposta alla povertà – Kompatscher sottolinea che “non sono tutti migranti economici, tra loro ci sono anche rifugiati. E per quanto riguarda i migranti economici, va ricordato che molti di loro sono stati chiamati qui dalle nostre stesse imprese”. “Tutti i nostri settori economici ne hanno bisogno e li hanno attivamente attratti. Rappresentarli unicamente come un ‘problema’ è un atteggiamento semplicemente indegno”.

Pubblicato il 3.4.2026

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