QuiMedia – 11.3.2021
Se già in tempi “normali” la diffusione di notizie false rappresenta una malattia grave del sistema dell’informazione, figuriamoci in tempo di pandemia. In presenza di uno stato emergenziale in cui ne va della vita delle persone, la creazione di fake news, spesso condite di odio telematico, è semplicemente intollerabile.

Su questo tema ha preso posizione il presidente della Provincia Arno Kompatscher. “Le voci e le fake news, quando si tratta di Coronavirus, non fanno altro che generare incertezza e paura”, ha detto. “Chi in questi giorni si mette a navigare su internet o utilizza i social media non può non imbattersi in ogni genere di notizie false riguardanti l’emergenza Coronavirus”. Ma “voci, fake news e teorie complottiste causano grande incertezza nei cittadini e non danno alcun aiuto a superare questa importante sfida nel miglior modo possibile”. Il Presidente fa appello a informarsi attraverso fonti attendibili.
La diffusione di notizie false (o di mezze verità) ferisce in primo luogo chi opera nei mass media, che ne escono screditati, tanto più che non di rado le fake news vengono rilanciate dagli organi di informazione tradizionali, anche pubblici.
È vero – art. 21 della Costituzione – che “tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione”. È la libertà di opinione. Ma anche qui l’onestà intellettuale è d’obbligo. Le notizie false e l’odio telematico (hate speech) non sono opinioni. Il più delle volte sono reati.
Anche su questo interviene Kompatscher. “L’odio nei social network può ancora essere gestito e tollerato?” “Molte persone sono arrivate alla conclusione che avere a che fare con gli ‘haters’ sia dannoso, nonché una perdita di tempo, e hanno per questo cancellato i loro profilo social. Personalmente, non voglio fare a meno di questi canali di informazione. Questo è uno dei motivi per cui trovo sia importante e mio compito sottolineare che l’odio non è un’opinione”.