Vita Trentina – 2.2.2014
Bolzano – Dopo Merano, anche a Bolzano saranno posate sui marciapiedi le “pietre d’inciampo”. Un modo, dicono in Comune, per “rendere memoria alla sofferenza degli ex residenti della città che hanno perso la vita a causa della follia razzista del nazismo”. Quello delle “pietre d’inciampo” è un progetto voluto dall’artista Gunter Demnig che prevede di posizionare targhe commemorative d’ottone incastonandole nel marciapiede davanti all’ultima residenza dei perseguitati. Iniziative simili si sono concretizzate in Germania, Austria, Svizzera, Croazia, Lussemburgo e anche in Italia.
La città di Bolzano intende “lasciare un segno efficace, pubblicamente, anche rispetto a delle responsabilità storiche. Perché solo grazie ad una burocrazia omicida e all’omertà, se non poi al coinvolgimento di molti, la barbarie della privazione dei diritti delle persone e il genocidio mirato sono stati possibili”.

Settant’anni dopo gli eventi “è particolarmente importante rendere omaggio alla memoria delle vittime dell’Olocausto su basi scientificamente valide”. Pertanto la ricercatrice Sabine Mayr e Hannes Obermair, direttore dell’Archivio storico della Città di Bolzano, hanno elaborato una perizia preliminare con il sostegno della Comunità Ebraica di Merano, del Museo Ebraico di Merano e dell’ANPI, Sezione di Bolzano. La ricerca ha messo in luce il triste destino di 17 famiglie, per un totale di 25 membri, la cui memoria pubblica sarà assicurata, dal prossimo anno, proprio attraverso l’installazione delle “pietre d’inciampo”.