Vita Trentina – 12.5.2013
La Società di Scienza Politica dell’Alto Adige ha nominato Franz Thaler “Personalità dell’anno 2012”. La consegna del premio è avvenuta nell’antico Municipio di Bolzano, in un incontro particolarmente suggestivo. Presenti Thaler, la moglie e alcuni altri oppositori del nazismo, è toccato allo storico Leopold Steurer mettere in evidenza gli aspetti etici di una scelta, quella di resistere, che ha caratterizzato la società sudtirolese in misura minoritaria ma qualificante. Da Josef Mayr-Nusser ai promotori delle scuole clandestine, dai socialisti espatriati agli avversari della guerra d’Africa, dai Dableiber ai disertori: storie, spesso, che hanno aspettato decenni prima di poter essere raccontate. Come quella, appunto, di Franz Thaler. “C’è una serie di motivi per questa nostra scelta – ha detto Günther Pallaver, presidente della Società di Scienza Politica – ma tutti questi motivi confluiscono in una virtù sociale e civile che, nel senso più profondo del termine, è politica: il coraggio civile”. L’anziano sarentinese, si è detto, è oggi simbolo di chi ha saputo resistere. “Simbolo di coloro che sono rimasti in Sudtirolo: il coraggioso percorso di Franz Thaler iniziò nel 1939, quando la sua famiglia decise di prendere posizione contro l’opzione per il Reich tedesco”. Simbolo dei disertori: “Nel 1944 Thaler si rifiutò di sottostare all’ordine di arruolamento emesso da parte dell’esercito tedesco. Ciò ebbe come conseguenza la sua incarcerazione, il trasferimento nel campo di concentramento di Dachau, la miseria, la sofferenza, il terrore e il pericolo di vita”. Egli dunque, ha detto Pallaver, “può essere considerato un simbolo di tutti i disertori che si oppongono ad uno Stato ingiusto”. Simbolo della resistenza: “Thaler ha avuto la capacità umana di distinguere tra il giusto e l’ingiusto e di vedere dove venivano lesi i più elementari diritti dell’uomo”. Simbolo contro l’oblio: “Con la pubblicazione delle sue memorie (Dimenticare mai, ed. Raetia) ha contribuito in maniera decisiva a rompere un lungo silenzio sul nazionalsocialismo in Sudtirolo ed ha aiutato a elaborarne il passato, soprattutto perché ha contrapposto un’alternativa umana allo sguardo etnicamente ristretto sulla storia dell’Alto Adige”. Simbolo del perdono: “Nonostante l’ingiustizia patita Franz Thaler ha teso la mano a tutti come gesto di riconciliazione. Egli ha perdonato, ma non ha dimenticato”. Simbolo, infine, della comprensione tra i popoli: “Thaler ha dato un importante contributo alla convivenza tra i gruppi linguistici dell’Alto Adige, per l’eliminazione dei reciproci pregiudizi e quindi per la pacificazione delle contrapposizioni etniche. In virtù della sua autenticità, apertura e integrità il suo messaggio gode di una grande credibilità soprattutto tra i giovani di tutti i gruppi linguistici”.

Dopo la sua lectio, Leopold Steurer ha donato una rosa bianca a Thaler, segno della continuità di pensiero tra le scelte dell’altoatesino e quelle dei ragazzi dell’Università di Monaco. Un articolo sulla sua storia e le motivazioni del riconoscimento sono pubblicati in “Politika13” (ed. Raetia), l’annuario della Società di Scienza Politica dell’Alto Adige.