Vita Trentina – 5.5.2013
Merano – “Io voglio un mondo multiculturale, perché è bello potersi innamorare di chiunque”. È riassunto in questa frase, urlata in coro per le strade di Merano, il messaggio che i ragazzi del clan Help hanno voluto comunicare alla loro città. Nell’ambito del Festival delle Resistenze 2013, nella giornata dedicata all’idea di “pluralità”, i giovani del gruppo scout Agesci (assieme al Pozzo di Giacobbe) hanno proposto spunti di riflessione sulla ricchezza e le insidie di una società plurale. Con loro alcuni amici della comunità ebraica della città del Passirio che, con la sua storia movimentata, è l’esempio concreto di come il rispetto dell’altro e del suo essere diverso sia l’unica strada da percorrere, se si vuole edificare una società che sia davvero a misura d’uomo.
Mentre sul video scorrevano le immagini della follia razzista di fascismo e nazismo, le urla scomposte della xenofobia contemporanea e i pregiudizi di cui tutti siamo un po’ schiavi, i ragazzi hanno indicato la via da percorrere nell’impegno disinteressato e nel farsi carico personalmente delle situazioni. Come i giovani della Rosa Bianca, che all’università di Monaco pronunciarono “parole resistenti” che costarono loro la vita, così gli scout meranesi, dalle finestre che danno su via Cassa di Risparmio, hanno lasciato cadere centinaia di volantini sul pubblico che li ha seguiti con grande coinvolgimento nella loro performance. Inneggiavano ad un mondo plurale, così come le parole, le danze, i canti che hanno dato la sveglia di primavera alla tranquilla “città sul confine”.
