La sera dell’8 settembre 1943 il capo del Governo Pietro Badoglio annuncia la firma dell’armistizio. La reazione germanica contro le truppe italiane, rimaste disorientate e senza ordini precisi, è ovunque immediata. In Alto Adige le unità dell’esercito tedesco intimano la resa ai numerosi militari italiani. Ci sono, ad esempio a Bolzano, alcuni episodi di resistenza, una trentina di morti e diversi feriti. I soldati fatti prigionieri sono concentrati a Bolzano sui prati del Talvera o nello stadio Druso ed in breve tempo vengono deportati nei lager oltre Brennero. Una parte della popolazione di lingua tedesca accoglie l’ingresso delle truppe germaniche con entusiasmo, identificando in esse l’agognata liberazione da vent’anni di oppressione nazionale.
La seconda iniziativa degli occupanti è l’istituzione, il 10 settembre, della Zona di operazioni delle Prealpi (Operationszone Alpenvorland) comprendente le province di Bolzano, Trento e Belluno. La Zona appartiene formalmente ancora all’Italia, ma di fatto è sottoposta alla sovranità del Reich. A commissario supremo è nominato Franz Hofer, Gauleiter del Tirolo.

A metà settembre scattano i rastrellamenti degli ebrei. A seguito delle leggi razziali italiane del 1938, la popolazione ebraica della provincia, residente in maggioranza a Merano, si era già oltremodo assottigliata. I più si erano trasferiti altrove ed in città erano rimaste circa sessanta persone. Ventidue di esse (seguite poi da altre) sono arrestate dal SOD (Sicherheits- und Ordnungdienst) per ordine delle SS ed avviate, il 16 settembre, ai campi di sterminio. Si tratta della prima deportazione di ebrei avvenuta su territorio italiano. Intanto Franz Hofer nomina i prefetti per le tre province della Zona di operazioni delle Prealpi. Per Bolzano si tratta di Peter Hofer, il quale morirà in dicembre a seguito di un bombardamento aereo e sarà sostituito da Karl Tinzl.
Nella Zona è reintrodotta la lingua tedesca nelle scuole, negli uffici e nella toponomastica. A Bolzano si istituisce un tribunale speciale con competenze civili e penali. I podestà ed i principali funzionari pubblici sono sostituiti con uomini di fiducia del nuovo regime. La stampa, sia di lingua italiana che tedesca, subisce serie restrizioni. La costituzione del partito fascista repubblicano è vietata, l’autorità della corte d’appello di Venezia su quella di Trento è annullata, i confini sono resi impermeabili. Si impone, con diverse forme, l’arruolamento di tutti gli obbligati al servizio di guerra per la vittoria finale del Reich. Si istituiscono, tra i residenti, appositi reggimenti di polizia. A Bolzano, nell’estate del 1944, si allestisce un campo di concentramento di transito (Polizeiliches Durchgangslager), in concomitanza con lo smantellamento di quello di Fossoli.
Da: P. Valente, F. de Battaglia, Trentino Alto Adige. La nostra storia. Nomi fatti e volti di un territorio e del suo giornale. 2 volumi. SETA, Bolzano 2005