8 – “La guerra continua”

La guerra di Hitler scoppia all’inizio di settembre del 1939 con l’improvvisa aggressione alla Polonia. Il 10 giugno dell’anno successivo Mussolini annuncia “l’ora delle decisioni irrevocabili”: l’Italia entra nel conflitto contro Francia e Inghilterra. La radicata convinzione che si debba trattare di un’avventura breve e indolore sarà presto smentita dai fatti.

Lo stato di guerra, oltre che per la mobilitazione, tocca la provincia e Bolzano in modo tangibile con i provvedimenti per l’oscuramento e con gli allarmi aerei. Cominciano presto a scarseggiare i generi alimentari e la situazione è aggravata dal sopraggiungere di numerosi sfollati da altre città d’Italia. Benché per molti aspetti la vita continui “come se niente fosse” (non vengono meno le attività sportive e culturali), in diversi centri i parchi ed i giardini sono riconvertiti in “orti di guerra”: vi si seminano piselli, cipolle, aglio, insalata, fagiolini, peperoni, zucche e patate.

Il segnale inequivocabile della crisi è dato dall’arrivo in provincia di migliaia di feriti provenienti dal fronte. Sui loro volti è ben leggibile l’immagine della catastrofe imminente. Le difficoltà e le disfatte in Grecia, in Africa e in Russia hanno ormai intaccato irreparabilmente la fiducia della popolazione nei confronti di Mussolini. Il 25 luglio 1943 il duce viene dunque sfiduciato dal Gran Consiglio, destituito da capo del Governo ed arrestato. La notizia è accolta con prudenza. Nella Zona industriale di Bolzano ci sono manifestazioni operaie, subito però represse dalle autorità, che hanno l’ordine di garantire la calma. Il re affida il Governo al maresciallo Pietro Badoglio che, pur affermando che “la guerra continua”, avvia subito con gli alleati le trattative per l’armistizio il quale sarà reso noto via radio alla sera dell’8 settembre.

Del fatto che la guerra non sia per nulla finita i bolzanini si sono accorti sei giorni prima. Il 2 settembre infatti la città ha subito il primo devastante bombardamento, avente come obiettivo l’interruzione della linea ferroviaria. Muoiono 13 persone e sono distrutti numerosi edifici e caseggiati.

Nel frattempo in tutta Italia ed anche in Alto Adige è stato sciolto il partito fascista. La Germania, diffidando delle intenzioni italiane, già dalla fine di luglio ha introdotto dal Brennero truppe della Wehrmacht ed ha predisposto i piani per l’invasione e l’occupazione della penisola.

Da: P. Valente, F. de Battaglia, Trentino Alto Adige. La nostra storia. Nomi fatti e volti di un territorio e del suo giornale. 2 volumi. SETA, Bolzano 2005