6 – L’autonomia di Bolzano

Sul versante di lingua tedesca mons. Josef Kögl[1] dal 1931 ricopre l’incarico di delegato arcivescovile per la parte altoatesina della diocesi e dal 1948 di vicario generale. Mons. Kögl, pur residente a Trento, amministra i decanati sudtirolesi con polso e saggezza e molti lo definiscono “il vero vescovo di Bolzano in quegli anni”.

Josef Kögl

Un primo tentativo di unire le associazioni di Azione cattolica di lingua tedesca delle due diocesi era stato attuato già nel 1927-28, quando don Alfons Ludwig aveva appunto fondato l’Azione cattolica di lingua tedesca, retta da una “Giunta interdiocesana”.

Anche la popolazione italiana di Bolzano, pur facendo riferimento al vicario generale di Trento, è amministrata dal decano con una certa autonomia, almeno a partire dagli anni ‘50. L’Azione cattolica ha una sezione bolzanina che agisce in modo autonomo, rispondendo direttamente al decano. Anche la Pontificia Opera di Assistenza (PCA e poi POA) dal 1945 è organizzata in modo autonomo. Le ACLI, addirittura, hanno già una fisionomia provinciale: alla sede di Bolzano fanno capo tutti i circoli dell’Alto Adige.

La cosa che lega in modo particolare la parte italiana all’arcidiocesi di Trento è il fatto che i sacerdoti altoatesini di lingua italiana, salvo qualche eccezione, sono tradizionalmente tutti di origine trentina. Una presenza, la loro, della quale non si comprenderà mai tutta l’importanza. Sono essi a farsi carico quasi integralmente della pastorale tra la popolazione italiana, ambientandosi nella particolare situazione dell’Alto Adige e non esitando ad instaurare anche i primi contatti con la diocesi di Bressanone.


[1] Josef Kögl. Nato a Bolzano il 6 giugno 1898, ordinato sacerdote a Roma nel 1923, dal 1931 è provicario e dal 1948 vicario generale per la parte tedesca della diocesi di Trento. Muore a Bolzano il 10 ottobre 1979.