5 – Le fabbriche, le Semirurali

Uno dei maggiori investimenti governativi tesi a dare impulso a Bolzano sia sul piano economico che su quelli sociale, demografico e politico, è dunque la creazione della Zona industriale. Essa è promossa a partire dal 1934 e realizzata a tempo di record tra la seconda metà degli anni Trenta ed i primi anni Quaranta. Sono variegate le motivazioni che spingono a questo passo, caldeggiato e coordinato dal prefetto Giuseppe Mastromattei. Da un lato l’iniziativa rientra nei piani di industrializzazione che vengono attuati in tutto il Paese. In Alto Adige gli insediamenti industriali sono favoriti dalla grande disponibilità di energia idroelettrica, come è già avvenuto nel caso della Montecatini di Sinigo alla fine degli anni Venti. D’altro canto le nuove fabbriche significano la creazione di migliaia di posti di lavoro e dunque favoriscono l’immigrazione di migliaia di persone verso la città. Naturalmente le ditte che accettano di aprire i propri stabilimenti a Bolzano vanno incontro a condizioni di favore. Le prime sono la Montecatini, la Feltrinelli, la Lancia e la Magnesio.

La grande crescita di Bolzano è dunque riconducibile a quegli anni. Si pone ovviamente il problema di dare abitazione ai nuovi venuti e alle loro famiglie, che provengono soprattutto dalle zone depresse del Veneto. Per questo si realizzano due nuovi quartieri. Il “Littorio” è riservato principalmente agli operai specializzati, mentre il resto della manodopera è concentrato nel cosiddetto rione “Dux”, meglio noto come quartiere delle “semirurali”, successivamente rinominato malignamente “Shanghai”. Dei suoi abitanti ha scritto lungamente Ennio Marcelli: “Uomini, donne e intere famiglie che nel loro paese natale non possedevano un pezzo di terra che permettesse loro di campare decorosamente, gente che aveva perduto tutto a seguito della grave recessione degli ultimi anni, persone escluse dal processo produttivo del loro ambiente naturale ma animate dal desiderio di costruirsi un futuro dignitoso con un onesto lavoro, questi costituirono la massa di immigrazione italiana che venne a stabilirsi alle semirurali a seguito della realizzazione della zona industriale”.

Se si prescinde dagli interventi relativi alla costruzione delle centrali idroelettriche, quello dell’industrializzazione rimane un fenomeno che interessa quasi esclusivamente Bolzano, mentre nei centri minori e nelle valli il Governo preferisce investire in altri settori, come ad esempio il turismo. In particolare Merano è destinataria di provvedimenti in tal senso, tra questi l’assegnazione della lotteria nazionale abbinata al Gran Premio ippico.

Da: P. Valente, F. de Battaglia, Trentino Alto Adige. La nostra storia. Nomi fatti e volti di un territorio e del suo giornale. 2 volumi. SETA, Bolzano 2005.