24 – Casa comune

Mentre il Trentino “prende il largo”, dove va l’Alto Adige all’inizio del terzo millennio? Negli ultimi anni si è trattato, a livello politico, di mantenere intatte le specificità dell’autonomia di fronte ad un mondo che cambia e al tempo stesso di ampliare il campo delle competenze assegnate direttamente alle due Province di Trento e Bolzano.

I nuovi equilibri – e le incertezze – a livello mondiale, il processo di unificazione europea, l’evoluzione dello Stato italiano in senso “federalista”, tutto ciò non può ora rimanere estraneo alla situazione dell’Alto Adige la quale, anche in seguito ai tragici conflitti degli anni Novanta, è sempre più additata come “modello” per altre realtà.

All’inizio del nuovo millennio urge ridefinire l’identità del territorio e della sua popolazione, abbandonando definitivamente le tentazioni del provincialismo statico ed etnocentrico. La Regione è andata perdendo sempre più le sue prerogative di baricentro dell’autonomia ed ora, dalla primitiva interdipendenza “forzosa” tra le due province, si passa ad un modello di libera collaborazione che può coinvolgere anche altre regioni alpine. In questo senso proseguono gli incontri periodici tra i rappresentanti di Alto Adige, Trentino, Tirolo del Nord e Vorarlberg. Non si tratta, almeno per i più, di riproporre forme di regioni transfrontaliere contrassegnate da una comune matrice etnica, quanto piuttosto di affrontare i problemi comuni (traffico, tutela dell’ambiente, commercio) attorno ad uno stesso tavolo.

L’Alto Adige si avvia al superamento dei vecchi conflitti interni, cadono progressivamente i tabù, scricchiola persino il modello di partito di raccolta rappresentato dalla SVP. L’autonomia è un contesto istituzionale condiviso dalla stragrande maggioranza delle forze politiche ma in parte ancora incompreso dai cittadini. Malgrado i passi in avanti la “convivenza” autentica continua, direbbe Piero Agostini, ad essere “rinviata”. Stenta ancora ad emergere una realtà in cui al diffuso benessere corrisponda un altrettanto condiviso sentimento di “stare bene”, di essere e sentirsi “a casa”. Un’identità comune, altoatesina o sudtirolese, pur nel rispetto delle diversità. È questa (per la politica, l’economia, la cultura, la scuola, il mondo dell’informazione) la grande ma non impossibile sfida del nuovo secolo.

Da: P. Valente, F. de Battaglia, Trentino Alto Adige. La nostra storia. Nomi fatti e volti di un territorio e del suo giornale. 2 volumi. SETA, Bolzano 2005.