Se si tiene conto che in Alto Adige oltre un terzo della popolazione pratica una qualche forma di sport non stupiscono le numerose e variegate affermazioni a livello mondiale degli atleti locali. Ciò avviene, come in passato, anche a partire dagli anni Novanta. Per limitarsi alle medaglie olimpiche, si possono ricordare Josef Polig, Isolde Kostner e Karin Moroder nello sci, i campioni dello slittino (Norbert Huber, Gerda Weissensteiner, Kurt Brugger, Willy Huber, Hansjörg Raffl ed Armin Zöggeler), Günther Huber nel bob, Thomas Prugger nello snowboard, Hugo Herrnhof nel pattinaggio, Antonella Bellutti nel ciclismo e Ylenia Scapin nel judo.
Nella tifoseria locale rimane viva la passione per le squadre di Hockey su ghiaccio (il Bolzano più volte campione d’Italia, il Merano nel 1999), per il calcio (con l’entrata in scena e l’accesso in C2 dell’Alto Adige / Südtirol), per la pallamano (la Forst Bressanone campione d’Italia nel 1991 e nel 1992, il Merano Torggler nel 2005), per la pallavolo e per il basket. In tutte queste discipline non mancano notevoli affermazioni delle squadre altoatesine.
Nel complesso l’associazionismo ricreativo e culturale che aveva preso forma nei decenni precedenti, pur mantenendo una discreta vitalità, cede il passo ad una società maggiormente parcellizzata, caratterizzata da forme di aggregazione più effimere, ma anche da un maggiore sostegno della mano pubblica.
Se le associazioni trovano ancora i loro spazi all’interno delle parrocchie o nei centri giovanili, per i grandi eventi, ad esempio quelli musicali (o per il Festival studentesco), si aprono i palazzetti dello sport e nuove strutture per i giovani come, a Bolzano, il “Kubo”.
Segno di una rinata vitalità culturale è pure la sempre più ricca produzione locale nei campi dell’arte, della musica e della letteratura.
La società si sviluppa dunque lasciando cadere progressivamente ma inesorabilmente gli antichi tabù. Alla mezzanotte del 1° aprile 1998, in applicazione del trattato di Schengen, viene aperto definitivamente il confine tra Austria ed Italia. Al Brennero e sui valichi principali si fa festa per un evento dal forte valore simbolico. Come avevano previsto a suo tempo Degasperi e Gruber, la questione altoatesina nell’Europa unita può essere vista da una nuova angolatura.

A mettere silenziosamente in crisi il tradizionale assetto trietnico della provincia, e ad arricchirlo in modo del tutto nuovo e inaspettato, è infine anche la forte presenza di persone, spesso giovani, provenienti per motivi di lavoro dal resto dell’Unione europea, dai paesi dell’Est, dall’Africa e dall’Asia.
Da: P. Valente, F. de Battaglia, Trentino Alto Adige. La nostra storia. Nomi fatti e volti di un territorio e del suo giornale. 2 volumi. SETA, Bolzano 2005.