La diffusione dei musei dimostra che cultura ed economia, nell’Alto Adige che entra nel nuovo secolo, sono facce di una stessa medaglia. Emblematica la vicenda dell’“uomo venuto dal ghiaccio”, subito rinominato “Ötzi”. La mummia, che oggi gode di fama mondiale, viene ritrovata nel 1992 sulle Alpi Venoste, non lontano dalla cima del Similaun. Esposto al museo archeologico di Bolzano, Ötzi è divenuto oggetto di forte richiamo anche sul piano turistico.

Negli ultimi anni del secolo, del resto, l’offerta turistica altoatesina ha dovuto specializzarsi e comunque alzare il livello qualitativo. Continua ad attrarre ospiti da tutta Europa. Quelli italiani, a partire dal 1991, arrivano in provincia nel mese che precede Natale, oltre che per sciare, anche per visitare i mercatini di Natale, allestiti a Bolzano, Merano, Bressanone, Brunico e Vipiteno. Non senza qualche disagio e polemica da parte dei residenti.
Con l’acquisizione delle relative competenze da parte della Provincia anche la mobilità locale trova nuovi impulsi. All’autostrada del Brennero si aggiunge la superstrada Merano-Bolzano (MeBo) il cui ultimo tratto è aperto nel 1997. Nel 1999, anche qui non senza contestazioni, è inaugurato il nuovo aeroporto a sud del capoluogo. Nel frattempo si progetta il tunnel di base del Brennero per il trasporto delle merci tra Fortezza ed Innsbruck. Resta di grande attualità la sfida di conciliare lo sviluppo economico con la tutela ambientale.
Come nei decenni precedenti l’industria continua a percorrere la via del decentramento. Aree artigianali ed industriali si trovano in tutte le valli principali della provincia. La Zona industriale di Bolzano invece, dagli anni Ottanta, è in perenne stato di crisi e le vecchie industrie sembrano destinate ad un progressivo smantellamento. Chiudono i forni della Montedison Alluminio che passa di mano. Cessa l’attività l’unica fabbrica di Magnesio in Italia e la Falck vende le Acciaierie ridimensionate alla Valbruna. Sarà l’intervento della Provincia a sostegno dell’operazione a salvare la fabbrica ed portare nuova popolarità al presidente Durnwalder anche fra i bolzanini di lingua italiana.
La necessità di costante aggiornamento tecnologico ha consigliato di istituire una facoltà universitaria di Economia aziendale e di dare vita, nel 1998, al BIC (Business Innovation Center). In quello stesso anno viene inaugurato anche il quartiere della nuova Fiera a Bolzano Sud, che si pone come simbolo al tempo stesso di rottura e di continuità rispetto al ruolo del capoluogo come principale centro produttivo e commerciale, punto di collegamento tra i Paesi siti al di qua e al di là delle Alpi.
Da: P. Valente, F. de Battaglia, Trentino Alto Adige. La nostra storia. Nomi fatti e volti di un territorio e del suo giornale. 2 volumi. SETA, Bolzano 2005.