Vangelo e nazionalismo etnico sono incompatibili

Vita Trentina – 1.3.2026

Il cardinale Reinhard Marx, arcivescovo di Monaco e Frisinga, nel suo messaggio per la Quaresima invita i cristiani e le cristiane a impegnarsi per una vita dignitosa per tutte le persone, “a livello mondiale, in Europa, nel nostro Paese, nei nostri comuni e nelle nostre comunità”. Ma sottolinea: “Essere cattolici ed essere nazionalisti etnici, razzisti o addirittura antisemiti non può andare insieme”. La dignità e il valore di ogni essere umano, dice, devono stare al centro di ogni riflessione politica. “È questo il punto, anche quando parliamo della tutela della vita umana, dal primo istante dell’esistenza fino al momento della morte”.

Per il cardinale Marx, i racconti della creazione chiariscono senza equivoci “quanto grande sia la vocazione dell’essere umano, quanto unica sia ogni vita umana e quanto Dio rimanga fedele – malgrado tutte le catastrofi e le sfide”. Questa dignità e questo valore, conferiti da Dio a ogni singola persona, valgono per tutti gli esseri umani. “Tutti gli uomini sono immagine di Dio. Tutti. Partendo da questo messaggio fondamentale non si può giustificare alcun nazionalismo etnico o razzismo”. Di qui l’invito ai cristiani a impegnarsi per il prossimo e per la coesione sociale: “Non ci lasceremo dividere e cercheremo sempre vie per incontrarci”, dice Marx. Un autentico atteggiamento cristiano, che riconosce in ogni persona un fratello e una sorella, comporta la tutela e la difesa della dignità di ogni vita umana, durante la vita e anche nell’ora della morte.

Già nel 2024 la Chiesa cattolica in Germania aveva assunto una posizione netta di distanza nei confronti di Alternative für Deutschland (AfD), avviando misure per escludere i suoi membri dall’assunzione di incarichi e responsabilità negli organismi ecclesiali. Il punto di svolta è stato il pronunciamento unanime della Conferenza episcopale tedesca nel febbraio 2024. I vescovi hanno dichiarato che il “nazionalismo etnico” è incompatibile con l’immagine cristiana di Dio e dell’uomo e che l’appartenenza o il sostegno all’AfD non sono conciliabili con un impegno attivo nella Chiesa cattolica, ad esempio nei consigli parrocchiali. Alla base di questa decisione vi è la convinzione che alcune posizioni del partito contraddicano in modo sostanziale il principio della dignità umana, che il cristianesimo considera inviolabile.

La dichiarazione non è rimasta lettera morta e diverse diocesi hanno adottato provvedimenti concreti. L’arcidiocesi di Berlino ha modificato i propri regolamenti elettorali per escludere dagli incarichi persone appartenenti a partiti classificati dai servizi di sicurezza come estremisti accertati, tra cui l’AfD. Anche l’arcidiocesi di Colonia ha deliberato esclusioni analoghe in associazioni e consigli ecclesiali. Nella diocesi di Treviri un deputato regionale dell’AfD è stato espulso dal consiglio parrocchiale per gli affari economici: la decisione è stata confermata dal vescovo e, a fine gennaio, dopo un ricorso canonico, anche dal dicastero vaticano competente.

Sul piano del diritto canonico, gli esperti confermano che tali esclusioni sono giuridicamente possibili, purché statuti e regolamenti vengano adeguati. Sebbene in un quadro di ampia convergenza, non sono mancate voci critiche, che mettono in guardia contro esclusioni generalizzate e auspicano che si valuti caso per caso per evitare ulteriori divisioni sociali. Nel complesso, tuttavia, la posizione della Chiesa cattolica tedesca appare chiara: la presa di distanza dall’AfD è esplicita, l’attuazione delle misure avviene a livello diocesano e, si afferma, trova sostegno anche da parte del Vaticano.

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