Povertà informativa

La povertà fatica a diventare notizia. È quanto emerge dalla ricerca dell’Osservatorio di Pavia, che viene presentata oggi, 19 gennaio, nella settimana in cui cade la festa di san Francesco di Sales, patrono dei giornalisti, e in sintonia con il tema del Messaggio del Papa per la Giornata delle Comunicazioni Sociali 2026: Custodire voci e volti umani.

La povertà occupa solo il 2% dell’agenda dei telegiornali italiani, compare in modo episodico nei talk-show (6% delle puntate) ed è quasi assente nei social curati da un campione di giornalisti. Quando se ne parla, prevale una lettura semplificata e materiale, spesso legata a eventi simbolici come il Natale o la morte di papa Francesco.

L’indagine evidenzia una narrazione stagionale e spesso strumentale, con poche voci dirette dei poveri, scarso uso dei dati e frequenti stereotipi. Papa Francesco ha più volte denunciato questa “cultura dello scarto”, ricordando che l’informazione può diventare parte dell’esclusione se ignora o banalizza la sofferenza.

La povertà, indicatore chiave della qualità democratica, resta così un tabù del discorso pubblico. Contrastare la povertà informativa significa restituire complessità, dignità e voce a chi rischia di restare invisibile.

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