«Intorno a noi c’è il buio»

È bello che Josef Mayr-Nusser sia nato il 27 dicembre (125 anni fa), il giorno dopo la festività di Stefano, primo martire. Essere testimoni (martirio significa testimonianza) è l’orizzonte della vita di Pepi Nusser.

Non ci stancheremo mai di ripetere con lui che “in questa situazione – il buio della miscredenza, dell’indifferenza, del disprezzo, forse della persecuzione – dobbiamo dare testimonianza e vincere questo buio con la luce”.

Il piccolo Josef, terzo di sei figli, nato il 27 dicembre 1910

Nelle sue parole c’è l’eco del prologo del Vangelo di Giovanni (di cui ricorre la memoria proprio il 27 dicembre): “La luce splende nelle tenebre e le tenebre non l’hanno vinta”. “Veniva nel mondo la luce vera, quella che illumina ogni uomo”. L’altro Giovanni, il Battista, “venne come testimone per dare testimonianza alla luce”. “Non era lui la luce, ma doveva dare testimonianza alla luce”.

In questo giorno, mentre dominano i folli convinti di essere la luce, ripetiamo le parole di Josef Mayr-Nusser: “Dare testimonianza oggi è la nostra unica arma, la più efficace. Abbastanza strano. Non la spada, né la violenza, né denaro, nemmeno l’influenza di capacità intellettuali e del potere spirituale, niente di tutto ciò ci è chiesto come condizione indispensabile ad erigere il regno di Cristo sulla terra. Il Signore ci ha chiesto qualcosa di assai modesto e al tempo stesso di molto più importante: dare testimonianza.

Non si tratta, dapprincipio, di essere testimoni attraverso la parola, nemmeno attraverso l’azione. Spesso può essere più opportuno tacere; spesso anche la migliore azione può essere distorta. Ma sempre dobbiamo essere testimoni. Esserlo con semplicità e senza pretese. Ecco la più grande testimonianza!”.

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