Renato varca il confine

Mentre risuona l’eco delle beatitudini – il vangelo di oggi 1° novembre – Renato Nucera, direttore della Caritas diocesana, se ne va con serena discrezione. Beati i puri di cuore. Beati i misericordiosi. La sua diocesi, Gorizia, l’ha definito un’“anima buona”. È davvero così.

Nato a Cormons nel dicembre del 1954, Renato era stato ordinato diacono permanente nel 1996. Insieme alla moglie Daniela, aveva servito a lungo la comunità di San Valeriano a Gradisca, per poi tornare negli ultimi anni nella sua Cormons.

Nel 2018, era stato chiamato da mons. Carlo Redaelli, arcivescovo di Gorizia e oggi presidente di Caritas Italiana, alla direzione della Caritas diocesana.

Nel suo servizio ha saputo coniugare ascolto, carità e concretezza, affrontando con instancabile impegno anche i momenti più difficili: l’emergenza sanitaria del Covid-19, l’accoglienza delle persone migranti, la gestione dell’“emergenza freddo”. Sotto la sua guida si sono intensificati i rapporti con la Caritas della diocesi di Capodistria, favorendo un dialogo fraterno e nuove collaborazioni transfrontaliere. Una Caritas di confine, quella goriziana.

Renato ha vissuto fino all’ultimo il suo diaconato come servizio e accoglienza, testimoniando con il sorriso la gioia del Vangelo. Una vita, la sua, donata con discrezione e amore.

Caritas Italiana stringe in un forte abbraccio la comunità di Gorizia, i cari di Renato, in particolare la moglie Daniela e i figli Davide e Matteo.

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