L’università di Bolzano diventa “più internazionale”

QuiMedia – 30.10.2025

L’Università di Bolzano nei primi decenni della seconda autonomia fu un argomento tabù. L’idea di un ateneo plurilingue nel cuore dell’Alto Adige confliggeva con la dottrina del “quanto più ci divideremo, tanto meglio ci capiremo” e con un sistema scolastico che viaggia anche oggi su binari paralleli.

Quando nel 1997, nell’era del pragmatismo durnwalderiano, UniBz fu fondata davvero, per molti fu un sogno che si era avverato. Oggi essa è un (piccolo) ateneo trilingue e internazionale, con cinque facoltà, oltre 40 programmi di laurea e master, circa 4.100 studenti iscritti, di cui l’11 per cento proviene dall’estero. Il 27 per cento del corpo docente è classificato come “internazionale”.

Recentemente abbiamo “letto sul giornale” un titolo che suona un po’ così: “L’Università di Bolzano diventa di nuovo ‘più tedesca’”. Nell’articolo si riferisce del fatto che la presenza di docenti di lingua tedesca nell’ateneo bolzanino non è al livello che dovrebbe. Per questo il governo italiano ha approvato una misura, grazie alla quale il 10 per cento (per ora) dei membri del corpo docente (17 su 179 professori) potrà essere reclutato da Paesi di lingua tedesca, anche se i professori non hanno ancora una cattedra. L’obiettivo è fare in modo che in futuro il 70 per cento dei docenti provenga dall’estero.

Si può naturalmente discutere sulla bontà di questo provvedimento. Qualcuno fa notare che esso può incidere negativamente sulla qualità del corpo docente. Di fatto aiuta certamente l’università a diventare “più internazionale”.

Due osservazioni. La prima: a dispetto del titolo (“più tedesca”, espressione del resto messa tra virgolette), l’Alto Adige non ha bisogno di essere “più tedesco” o “più italiano”. Serve che sia plurale. Più interculturale, più plurilingue.

La seconda: quando la convivenza tra lingue e culture diventa un valore fondante (anziché un’anomalia da cancellare) allora si trovano i modi, anche a livello giuridico, per farla crescere e consolidarsi.

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