La democrazia ha bisogno di percorsi di mediazione

QuiMedia – 16.10.2025

In Alto Adige si sta discutendo di riformare la legge provinciale n. 22/2018, che disciplina gli strumenti di democrazia diretta, partecipazione e formazione politica nella Provincia autonoma di Bolzano. Obiettivo: superare le criticità accumulate nella pratica e rendere più effettivi i diritti di iniziativa e referendum.

La votazione sulle proposte di riforma è prevista per novembre. Nel frattempo, si vuole trovare una mediazione tra le diverse posizioni.

Diciamo innanzitutto che la Costituzione italiana riconosce la democrazia diretta come strumento complementare alla democrazia rappresentativa, prevedendo alcuni istituti che permettono ai cittadini di partecipare direttamente alla vita politica, come i referendum e le leggi di iniziativa popolare. A monte di questo riconoscimento c’è il primo articolo della Carta, che afferma che “la sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione”.

Ci si potrebbe chiedere come mai i Padri (e le Madri) costituenti hanno previsto dei “limiti” alla sovranità popolare. In realtà questi limiti altro non sono che una tutela. Una garanzia. Almeno nelle intenzioni. Si aveva in mente la deriva populista che aveva portato il mondo sull’orlo del baratro.

È come per l’informazione. Bello che ognuno, sui social, possa scrivere quello che vuole. Ma informare è un’altra cosa. Ecco perché i giornalisti, per esercitare il loro mestiere, devono garantire di essere costantemente formati, perché da questo dipende la qualità dell’informazione (che è alla base della partecipazione). Così la democrazia. Non si tratta solo di votare sì o no (spesso senza cognizione di causa), ma di prendere decisioni per il bene comune. Per questo si eleggono dei rappresentanti che, si presuppone, siano all’altezza di questo compito.

Personalmente credo che la priorità – per la qualità della nostra democrazia – stia in un’adeguata formazione dei cittadini e dei loro rappresentanti. La democrazia diretta non può essere un’alternativa alla democrazia rappresentativa, ma può a volte rappresentarne una buona integrazione.

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