Quando Francesco indicò Josef come testimone e modello

QuiMedia – 1.5.2025

Ricordiamo papa Francesco per molte cose ma c’è un aspetto, direttamente legato all’Alto Adige, che molti hanno dimenticato. Si tratta del riconoscimento da parte sua che Josef Mayr-Nusser è stato un martire e, di conseguenza, è da ritenersi “beato”. Testimone della fede. Martire ovvero testimone della coscienza.

Il decreto della Congregazione delle Cause dei Santi che riconosceva Mayr-Nusser come martire, cioè come testimone, e che il suo martirio era avvenuto “in odio alla fede” giunse l’8 luglio 2016.

Forse non è un caso che la Lettera apostolica di papa Francesco che lo dichiara beato porti la data del 13 marzo 2017. Francesco fu eletto proprio il 13 marzo, quattro anni prima. E Josef Mayr-Nusser diede la sua testimonianza – che lo condusse al martirio – il 4 ottobre del 1944, nella ricorrenza di san Francesco di Assisi, il santo di cui il pontefice aveva assunto il nome.

“Concediamo – scriveva il papa – che il venerabile Servo di Dio Josef Mayr-Nusser, fedele laico, padre di famiglia e martire, il quale, fedele alle promesse battesimali, riconobbe come unico Signore Gesù Cristo, di cui fu testimone sino ad offrire la propria vita, d’ora in poi sia chiamato beato”.

Dopo decenni di damnatio memoriae (salvo il piccolo ma tenace gruppo dei suoi amici) il 24 febbraio 2006 (anniversario della sua morte nel treno che lo stava portando al lager di Dachau) il vescovo Wilhelm Egger aprì la causa diocesana di beatificazione, che si concluse il 19 marzo 2007, festa di san Giuseppe, onomastico di Josef.

A rilanciare convintamente il messaggio di Pepi Nusser fu il vescovo Karl Golser, che il 27 dicembre del 2009 (nel giorno della nascita del futuro beato), inaugurò l’anno diocesano dedicato a Josef Mayr-Nusser.

Durante il sinodo diocesano (2013-2015) fu proposto (ma invano) di nominare Mayr-Nusser simbolicamente il 260° delegato (i delegati diocesano erano 259).

Il 19 marzo 2017 (ancora una volta a San Giuseppe, festa dei papà), il giorno dopo la cerimonia di beatificazione, papa Francesco disse all’Angelus queste parole:

“Ieri, a Bolzano, è stato proclamato beato Josef Mayr-Nusser, padre di famiglia ed esponente dell’Azione Cattolica, morto martire perché si rifiutò di aderire al nazismo per fedeltà al Vangelo. Per la sua grande levatura morale e spirituale egli costituisce un modello per i fedeli laici, specialmente per i papà, che oggi ricordiamo con grande affetto”.

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