Non è solo per cattiveria che ci lasciamo prendere dall’impulso di giudicare gli altri, spesso accusandoli di compiere azioni che noi stessi siamo soliti compiere. È come se non ci accorgessimo dei nostri errori, ma solo di quelli degli altri. E ci sentiamo persino nel giusto quando raccogliamo la pietra per scagliarla loro contro.
In effetti c’è qualcosa che impedisce il nostro sguardo. Una trave nell’occhio. Non si sa da dove viene. Ma ogni volta che ci sentiamo in dovere di giudicare (e di condannare) gli altri, conviene fermarsi e rifare i passi nel giusto ordine: prima via la trave, poi (eventualmente) via la pagliuzza.
Buona settimana a tutti noi, con le nostre travi e le nostre pagliuzze.
Paolo Bill

#Caritas5minOfLight – 2.3.2025 – Domenica – Luca 6,39-45