La Memoria per risvegliare la Ragione dal sonno

QuiMedia – 23.1.2025

La Giornata della Memoria – nell’ottantesimo dell’abbattimento dei cancelli di Auschwitz – si celebra in un mondo in cui la lezione della Storia è stata rimossa e i valori codificati nella Dichiarazione universale dei diritti umani messi in stand by. Dimenticati. A maggior ragione, la Memoria, per scuotere la Ragione dal sonno.

Viviamo nell’epoca in cui il presidente degli Stati Uniti annuncia “la più grande operazione di deportazione nella storia americana”, mentre l’estrema destra tedesca promette solennemente espulsioni e re-migrazione (applaudita dagli oligarchi d’Oltreoceano), in cui si pensa di poter risolvere i conflitti con le invasioni (o operazioni speciali), le azioni terroristiche ad alto impatto mediatico, il rapimento e la degradazione di ostaggi, il lancio confuso di missili, i bombardamenti indiscriminati (o chirurgici), l’uso di scudi umani (per lo più donne e bambini). Le persone e i popoli sono carne da cannone, merce buona per campagne elettorali dai toni razzisti o per mantenere il livello di tensione necessario a giustificare la sopravvivenza di un dato gruppo di potere.

Anziché interrogarsi seriamente sulle cause delle situazioni e costruire con pazienza le premesse per possibili soluzioni, ci si limita a chiedere (in certi scenari sì, in altri no) che le armi tacciano (importante ma del tutto insufficiente) o si manifesta contro questo e contro quello, risuscitando vecchie ma radicate ideologie (tra cui l’antisemitismo). Anziché dare nuovo impulso al multilateralismo e allo sviluppo di “organizzazioni mondiali più efficaci, dotate di autorità per assicurare il bene comune mondiale, lo sradicamento della fame e della miseria e la difesa certa dei diritti umani fondamentali” (papa Francesco), si opta per accordi bilaterali validi fin quando conviene. Situazioni non molto differenti a quelle che portarono alla Seconda guerra mondiale.

In quest’epoca che “genera mostri” cade dunque l’ottantesimo anniversario della liberazione di Auschwitz da parte dell’Armata Rossa, il 27 gennaio 1945. L’evento su cui si basa la Giornata della Memoria. L’Alto Adige, da cui il 16 settembre 1943 partì la prima deportazione di ebrei dal territorio italiano (da Merano) è particolarmente chiamato a rileggere la propria storia in relazione alle vicende di questi anni segnati dall’irrompere di un nuovo “sonno della ragione”.

Francisco Goya, Il sonno della ragione genera mostri, 1797

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