Caritas.it – 25.8.2024
La Caritas e gli scout hanno in comune la “funzione pedagogica”. Non solo. L’ascolto, l’attenzione all’essenziale, la responsabilità, il servizio, la strada. E il protagonismo dei giovani.
Anche per questo la Caritas ha partecipato a pieno titolo alla Route nazionale delle Comunità Capi dell’Agesci, a Verona (Villa Buri) dal 22 al 25 agosto. “Generazioni di felicità”, il tema proposto agli oltre 18.000 capi scout.
Le Caritas diocesane di Verona e di Ancona-Osimo hanno allestito i loro stand durante le giornate di Route. La prima anche con un’offerta particolare di servizio nelle proprie opere segno del territorio.
Caritas Ancona-Osimo: “Nella Piazza delle Generazioni, abbiamo condiviso con i soci tutte le iniziative e le attività realizzate dal 2017 al 2023 in occasione delle Giornate Mondiali dei Poveri. Al nostro stand non abbiamo solo raccontato le storie e i progetti che hanno animato la nostra comunità in questi anni, ma abbiamo fatto vivere in prima persona momenti di scambio e condivisione”.

Papa Francesco, nel suo messaggio, ha esortato i capi a mantenere una “formazione di qualità” e a coltivare la “disposizione ad ascoltare e a empatizzare con gli altri, quale ambito in cui germina e dà frutti l’evangelizzazione. Si tratta, in particolare, di sviluppare la capacità di ascolto e l’arte del dialogo”.
Il Papa ha incoraggiato a fare sempre più della vita scout “una palestra di vita cristiana, occasione di comunione fraterna, scuola di servizio al prossimo, specialmente ai più disagiati e bisognosi”, senza mai farsi “paralizzare dalle difficoltà”.
“Viviamo in un tempo di crisi della democrazia e della partecipazione democratica”, ha detto il cardinale Matteo Zuppi all’omelia della messa conclusiva.
“Siate nelle vostre comunità custodi del bene comune e testimoni di un agire politico concreto, davvero disinteressato perché con un unico interesse: la persona. Non accontentatevi di slogan e sfuggite alla pericolosa e colpevole polarizzazione o vuota proclamazione di valori, ma si traduce in azione concreta a favore dei più fragili e dei più bisognosi, in particolare i ragazzi e i giovani”.
Stanco ma felice (del resto la felicità è il messaggio centrale) don Antonio De Rosa, che ha portato Caritas Italiana a Villa Buri. “Si è confermato ciò che già sapevamo”, è il suo bilancio: “L’Agesci ha tanto in comune con la Caritas e viceversa. Per il metodo dell’esperienza, per il servizio, per i temi che ci stanno a cuore. È stato importante condividere le esperienze di servizio, vedere il desiderio di continuare ancora a servire. Oltre alle Caritas diocesane ufficialmente presenti, Verona e Ancona-Osimo, è stato bello incontrare anche i tanti direttori che non solo sono direttori di Caritas, ma anche capi scout. Ciò conferma il forte legame tra le due realtà. Lasciamoci coinvolgere da questo l’entusiasmo dei capi Agesci!”