Dare il proprio corpo e il proprio sangue come cibo e bevanda. Espressioni che solo un’abitudine acritica ci fa apparire “normali”. Nessuno – salvo casi di cannibalismo – mangerà il corpo e berrà il sangue di un’altra persona.
Non si tratta di mangiare e bere carne e sangue, ma di trasmettere la vita. La vita non compare dal nulla, ma si trasmette. Si dona l’uno all’altro. Si coltiva, si custodisce. Per questo, da che mondo è mondo, spezzare una vita è considerato un atto contro la dinamica del Bene (perciò, per interrompere le “vite scomode”, dobbiamo convincerci che quella “non è vita”, è una “vita di serie B” o “non merita di vivere”).
Ogni vita tende alla VITA. La vita non è fatta per essere spezzata ma per tornare, arricchita, alla sua fonte.
Buona settimana, respirando la vita che ci circonda.
Paolo Bill

#Caritas5minOfLight – 18.8.2024 – Domenica – Giovanni 6,51-58