Il confine, luogo di incontro e di accoglienza

Caritas.it – 26.10.2023

In un mondo dilaniato dai conflitti, sul confine tra Slovenia e Italia i vescovi lanciano un appello a guardare oltre le frontiere e ad osare percorsi comuni. Lo fanno mentre “le tragiche notizie che giungono dalla Terra del Signore portano anche fra di noi le conseguenze di quella che nel 2014 papa Francesco proprio a Redipuglia definì una ‘terza guerra mondiale combattuta a pezzi’”.

“In questi giorni – scrivono mons. Carlo Roberto Maria Redaelli, arcivescovo di Gorizia, mons. Enrico Trevisi, vescovo di Trieste e mons. Jurij Bizjak, vescovo di Capodistria – si sono tornati a considerare anche i confini fra Italia e a Slovenia come luoghi da presidiare. Pur comprendendo le ragioni alle basi di queste decisioni degli Stati, non possiamo non ricordare – guardando alla storia di queste nostre terre – che le nostre popolazioni sono state capaci di trasformare le divisioni e le differenze culturali, linguistiche, storiche in occasione di memoria reciprocamente donata. E così proprio i confini si sono trasformati in luogo di incontro e di accrescimento reciproco come testimonia, fra l’altro, la scelta di fare di Nova Gorica, insieme a Gorizia, la Capitale europea della cultura 2025”.

“Il transito di tanti fratelli che giungono nelle nostre terre percorrendo la rotta balcanica – proseguono i vescovi nella loro riflessione comune – deve continuare per noi ad essere non motivo di preoccupazione ma stimolo a testimoniare ogni giorno, senza interruzione e con rinnovato vigore quella diakonia dell’accoglienza a cui siamo chiamati e di cui, come credenti, saremo chiamati a rendere ragione”.

I tre pastori affidano infine “a Maria, regina della pace che le nostre popolazioni pregano in tanti santuari da MonteSanto – Svetagora a Monte Grisa, il nostro impegno per essere costruttori di pace”.

Nelle prossime settimane e nei prossimi mesi Caritas Italiana tornerà spesso sul confine di Gorizia – dove si terranno la Marcia della Pace e il Convegno nazionale – per raccogliere la sfida dell’incontro e dell’accoglienza.

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