La descrizione del tradimento di Pietro da parte di Matteo è impietosa. Pietro sa bene che negare la verità sul suo rapporto con Gesù è tradirlo. È abbandonarlo nelle mani di chi lo vuole morto. Ciononostante dapprima fa finta di non capire, poi dice di non conoscere Gesù, infine lo urla persino, imprecando e spergiurando.
A smascherare Pietro davanti alla sua coscienza, il canto di un gallo.
Il traditore è quello stesso Pietro che pensava di avere conquistato la fiducia di Gesù con quella dichiarazione solenne: “Tu sei il Cristo”. Alla luce della fuga di Pietro, quelle parole – “su questa pietra edificherò la mia chiesa” – suonano ora come dire: malgrado te. Malgrado come tu userai le chiavi che ti consegno, “le porte degli inferi non prevarranno contro di essa”.
Il pianto di Pietro, sbugiardato da un gallo, è tutto da decifrare.
Buona settimana a tutti noi, che sia davvero “santa” (almeno lei).
𝑃𝑎𝑜𝑙𝑜 𝐵𝑖𝑙𝑙

#Caritas5minOfLight – 2.4.2023 – Domenica delle Palme – Matteo 26,14-27,66