Erode: la paura del proprio nulla che si fa abuso

12.(2021)-2022

Tra i personaggi della storia del Natale ce n’è uno di cui nessuno parla volentieri. È il re Erode, emblema di chi ha del potere e ne abusa. Di chi teme la verità anche quando assume le sembianze di un bambino, la creatura più indifesa. Dei potenti che, senza il potere, sarebbero risucchiati nel proprio nulla.

L’evangelista Matteo racconta che Gesù nacque a Betlemme di Giudea, “al tempo del re Erode”. Quando i magi vennero da oriente a Gerusalemme chiedendo “Dov’è colui che è nato, il re dei Giudei? Abbiamo visto spuntare la sua stella e siamo venuti ad adorarlo”, Erode restò molto turbato. Sentì il terreno vacillare sotto i piedi. Allora riunì i capi dei sacerdoti e gli scribi per capire, fingendo di dare loro ascolto, dove sarebbe nato il bambino. A Betlemme, gli dissero, citando le Scritture. A questo punto il re chiamò segretamente i magi e li inviò lui stesso a Betlemme dicendo: “Andate e informatevi accuratamente sul bambino e, quando l’avrete trovato, fatemelo sapere, perché anch’io venga ad adorarlo”.

Erode è il prototipo dell’uomo di potere, disposto a usare qualsiasi mezzo per conservare il proprio ruolo. Il falso ascolto, la falsa umanità, l’uso della menzogna e il disprezzo della verità. Senza il potere sarebbe stato inghiottito nel nulla che lui stesso rappresenta. I magi, che non erano degli sciocchi, intuirono la falsità di Erode e non tornarono più da lui. Per un’altra strada fecero ritorno al loro paese.

La verità non si fa ingabbiare dal potere. Così anche Giuseppe sognò un angelo che gli disse di fuggire in Egitto col bambino e sua madre, poiché Erode stava cercando il neonato per ucciderlo.

Il resto della storia è noto. Quando Erode si accorse che i magi si erano presi gioco di lui, si infuriò e mandò a uccidere tutti i bambini che stavano a Betlemme e in tutto il suo territorio. Chi è abituato ad abusare del proprio potere non si ferma davanti a nulla. Giuseppe poté tornare in patria solo alla morte del re sanguinario.

Trent’anni dopo un altro Erode fece tagliare la testa a Giovanni il Battista che lo esortava a cambiare vita. E nei giorni della condanna di Gesù divenne grande amico di quel Ponzio Pilato, che si era autoassolto chiedendosi: cos’è la verità?

Il potere, quello fine a se stesso, non ama i profeti né la loro verità.

Buona fine anno.

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