“Non c’è più uomo né donna”

Vita Trentina – 18.9.2022

La Santa Sede era intervenuta con una dichiarazione lo scorso 21 per “precisare che il ‘Cammino sinodale’ in Germania non ha facoltà di obbligare i vescovi ed i fedeli ad assumere nuovi modi di governo e nuove impostazioni di dottrina e di morale. Non sarebbe lecito avviare nelle diocesi, prima di un’intesa concordata a livello di Chiesa universale, nuove strutture ufficiali o dottrine, che rappresenterebbero una ferita alla comunione ecclesiale e una minaccia all’unità della Chiesa”. L’auspicio: “Che le proposte del Cammino delle Chiese particolari in Germania confluiscano nel percorso sinodale che sta percorrendo la Chiesa universale, per un reciproco arricchimento e una testimonianza di quella unità con la quale il corpo della Chiesa manifesta la sua fedeltà a Cristo Signore”.

In questo spirito la quarta assemblea sinodale, che si è tenuta a Francoforte dall’8 al 10 settembre, ha approvato a larga maggioranza il documento “Donne nei ministeri e negli uffici della Chiesa”. Per il sì si è espresso il 92 per cento dei membri del Sinodo e, tra questi, l’82 per cento dei vescovi presenti.

Per iniziativa del vescovo Georg Bätzing, presidente della Conferenza episcopale e copresidente dell’assemblea, il testo è stato emendato in modo tale da non essere inteso come una risoluzione vincolante, ma come una proposta da sottoporre all’esame del Papa.

“Non c’è più giudeo né greco; non c’è più schiavo né libero; non c’è più uomo né donna, poiché tutti voi siete uno in Cristo Gesù”, scrive l’apostolo Paolo ai Galati (3,28). Dunque, afferma il documento approvato a Francoforte, “poiché tutti sono ‘uno in Gesù Cristo’ non può esservi una gerarchia basata unicamente sul genere nell’assunzione di ministeri e uffici. Vivere la parità di genere nel senso inteso dagli insegnamenti del Signore tramandati nella Bibbia in contesti culturali e sociali in mutamento potrà divenire in futuro la base dell’agire della Chiesa cattolica romana”. Concretamente questo significa che “tutti i battezzati e i cresimati, a prescindere dal loro genere sessuale, vedranno riconosciuti e apprezzati i loro carismi e la loro vocazione spirituale; opereranno in ministeri e uffici votati all’annuncio del Vangelo nel nostro tempo, secondo le loro attitudini, capacità e competenze”. Infatti “in ogni tempo, la Chiesa come forma istituzionale e ufficiale dovrà essere configurata in modo tale da aprire uno spazio ampio al messaggio di Dio, uno spazio nel quale tutti gli uomini desiderino entrare”.

Molte donne cristiane cattoliche ritengono scandaloso vedersi “escluse dalla rappresentanza di Cristo”. Alcune per questo si allontanano dalla Chiesa. Per altre invece “una tale esclusione è offensiva” e proprio questo “le motiva ad agire”. All’insegna dell’annuncio del Vangelo pasquale, al quale fin dall’inizio Cristo ha chiamato anche le donne, scrivono i sinodali tedeschi, “è opportuno sollecitare un nuovo orientamento: non è la partecipazione femminile a tutti gli uffici e ministeri ecclesiastici a dover essere giustificata, bensì l’esclusione delle donne dall’ufficio sacramentale. Si pone un quesito sostanziale: qual è la volontà di Dio in ordine alla partecipazione delle donne all’annuncio ufficiale del Vangelo? Chi e sulla base di quali criteri può arrogarsi il potere di dare a questa domanda una risposta per tutti i tempi?”

Si tratta dunque di prendere in mano la Scrittura e la Tradizione e alla luce di queste leggere “i segni dei tempi”, riflettere sulle diverse posizioni teologiche nell’ottica della parità di genere e “avviare un dialogo intenso con le scienze sociali, culturali e umane”.

Questo “contributo al dialogo”, si legge nell’introduzione del documento, “è stato compilato con l’auspicio che possa trovare ascolto a livello di Chiesa universale. Ci auguriamo che in tutti i luoghi della Terra le persone si mettano in cammino per avviare un dialogo comune sulle questioni e sugli aspetti presentati in questo testo. Ogni argomentazione teologica è collocata in un contesto. La percezione dell’abuso spirituale e della violenza a sfondo sessuale contro le donne e le ragazze ha rafforzato l’opposizione all’ingiustizia nella Chiesa in Germania e rivendicato un’urgente riflessione teologica”.

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