Gli altoatesini e le regole da (non) rispettare

Vita Trentina – 21.11.2021

Il virus non molla e ovunque in Europa si ricorre a nuove misure di prevenzione. La coscienza che il vaccino sia per ora l’unico mezzo efficace per contenere e pian piano estirpare la pandemia non è ancora sufficientemente radicata. Emergono differenze tra nazione e nazione che evidenziano diversi atteggiamenti sia di fronte alla scienza che al rispetto delle regole.

La vicina Austria ha tirato il freno di emergenza. Il nuovo cancelliere Alexander Schallenberg domenica, dopo una riunione con tutti i presidenti dei Länder, ha fatto appello alla popolazione a rispettare le misure e, soprattutto, a farsi vaccinare. E ha confermato la misura drastica del lockdown per i non vaccinati. L’Austria, ha detto, ha un “tasso di vaccinazione vergognosamente basso”.

Curioso vedere come dall’Austria si guardi all’esperienza italiana – lodando esplicitamente il rigore nel rispetto delle regole (!) – e in Italia si osservi l’Austria per trarne spunti per nuove misure. Tra i due un Sudtirolo (dove il tasso di vaccinati è inferiore a quello nazionale) in crisi di identità, in una situazione in cui gli stereotipi nazionali sembrano giocare a parti invertite.

Un grido d’allarme arriva infatti anche dalla Giunta provinciale altoatesina che la settimana scorsa ha incontrato online organizzazioni e parti sociali. Si sono alternati il presidente Arno Kompatscher e gli assessori alla sanità Thomas Widmann, all’economia e all’istruzione Philipp Achammer e al turismo Arnold Schuler.

Dall’intervento accorato del presidente Kompatscher si ricava un’immagine inedita della Provincia di Bolzano. A quanto sembra gli altoatesini non rispettano le regole o non lo fanno a sufficienza. Lo fanno meno e con meno efficacia dei concittadini delle altre regioni. La situazione meriterebbe un’analisi in una prospettiva psicosociale.

Il messaggio che si sente ripetere all’incontro tra Giunta e parti sociali è unanime: le regole esistenti funzionano, ma vanno anche rispettate. “Tutte e tutti devono attenersi alle regole per evitare la diffusione del coronavirus, assumendosi la responsabilità di farle rispettare per quanto di propria competenza”.

L’Alto Adige, secondo l’assessore alla Sanità, corre il rischio di essere classificato come zona arancione in poche settimane. Gli fa eco il presidente Kompatscher che ripete come un mantra la richiesta di rispetto delle regole. “Non solo in Alto Adige le persone vaccinate sono meno rispetto alle altre regioni. Purtroppo va constatato che anche la disciplina nell’attenersi alle norme di prevenzione è inferiore. Questa combinazione è estremamente deleteria ma soprattutto molto pericolosa, anzi letale”. E la richiesta di regole più severe “non serve a nulla se la popolazione non riesce a rispettare quelle esistenti”.

Forse nei prossimi mesi andrà indagato il rapporto degli altoatesini con lo Stato di diritto. Il mancato rispetto delle leggi ha probabilmente a che fare – oltre che con la diffidenza ereditaria nei confronti di Roma – con la struttura corporativa, spesso familistica della società altoatesina, dove certe relazioni, certe appartenenze contano più di ogni regola o procedura.

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