Caritas io&du – 4.2021
In einigen Stadtvierteln der Peripherie oder in unseren Dörfern „ist der Geist der ‚Nachbarschaft‘ noch lebendig, wo sich jeder spontan verpflichtet fühlt, seinen Nachbarn zu begleiten und ihm beizustehen. An diesen Orten, die solche Gemeinschaftswerte bewahren, werden nachbarschaftliche Beziehungen gelebt, die geprägt sind von Unentgeltlichkeit, Solidarität und Gegenseitigkeit“, die auf dem Gefühl eines nachbarschaftlichen und gemeinschaftlichen „Wir“ basieren. Das schreibt Papst Franziskus in seiner jüngsten wunderbaren Enzyklika „Fratelli tutti“. Unser „Wir“ schließt niemanden aus. Es ist ein inklusives „Wir“ der gemeinsamen und globalen Verantwortung.

L’impegno volontario nelle nostre comunità, soprattutto in questo tempo che ci ha costretto a “mantenere le distanze”, ha l’obiettivo di recuperare la dimensione del “vicinato”. Lo “spirito del vicinato”, come dice papa Francesco. Chi vive (o fa fatica a vivere) attorno a noi ci vede corresponsabili della sua situazione. Chiede a noi di ritrovare la “vicinanza” anche quando la pandemia ci impone una “distanza di sicurezza”. È l’antica domanda – “Chi è il mio prossimo?” – che ha come risposta: il prossimo sono io nella misura in cui mi avvicino. Vedo il mio fratello, la mia sorella in difficoltà, non passo oltre, mi faccio prossimo.