Care amiche, liebe Freunde

Caritas io&du – 2.2021

Uno dei primi animatori nel settore che chiamiamo “promozione Caritas” fu Paolo di Tarso. Fu lui a girare instancabilmente ovunque ad annunciare la buona notizia dell’amore che dà senso alla nostra vita (Dio è amore) e a fondare, accompagnare, sviluppare e animare le comunità che avevano accolto questa buona notizia. Fu lui a scrivere alla comunità di Corinto: “Se possedessi tanta fede da trasportare le montagne, ma non avessi la carità, non sarei nulla”. Nella nostra Caritas diocesana il servizio che promuove la testimonianza della carità nelle comunità è attivo in modo organizzato da trent’anni.

È dunque per tutti tempo di dire grazie, di riflettere sul cammino percorso e di ripensarsi, se necessario, alla luce delle nuove sfide che la storia ci propone.

Die Caritas (diözesan, auf Pfarrei- oder Seelsorgeebene) hat einen ganz klaren Auftrag: die Gesellschaft (Gemeinschaft) einladender, inklusiver und solidarischer Personen gegenüber zu machen. Eine Gemeinschaft mitzugestalten, die fähig ist zu teilen, sich zu versammeln, um das Brot zu brechen (wie wir es jeden Sonntag machen), damit niemand hungern muss oder allein ist.

Die Gemeinschaft ist ein Ort, wo niemand unsichtbar ist (weil wir dazu erzogen wurden, die Bedürfnisse eines jeden zu sehen) und wo jeder von uns die Gaben, die er empfangen hat, anderen anbieten kann, denn, wie Paulus sagen würde, „jedem von uns wurde eine besondere Gabe des Geistes gegeben, das Gemeinwohl zu stärken“.

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