Per una cultura della corresponsabilità

Vita Trentina – 29.11.2020

La diocesi di Bolzano-Bressanone è stata una delle prime in Italia a dotarsi di strumenti per prevenire e combattere il triste fenomeno degli abusi sessuali all’interno della comunità cristiana.

In occasione della solennità di Cristo Re, domenica scorsa, e con riferimento alla “Giornata europea per la protezione dei minori contro lo sfruttamento e l’abuso sessuale”, fissata per il 18 novembre, e alla “Giornata internazionale per i diritti dell’infanzia e dell’adolescenza” (20 novembre) il vescovo Ivo Muser ha pubblicato la lettera pastorale “Per una cultura della vigilanza e della corresponsabilità”, invitando la diocesi a una campagna di sensibilizzazione, poiché “siamo tutti corresponsabili della promozione di una cultura della tutela e della sicurezza di bambini e adolescenti, sia nella Chiesa che nella sfera familiare e sociale”. Con questa campagna “la nostra diocesi ribadisce il giudizio di fondo: tutte le forme di abuso e di violenza sono contrarie allo spirito del Vangelo”.

Negli ultimi anni sempre più si è parlato apertamente degli abusi sessuali nelle realtà ecclesiali. Ciò ha “infranto un tabù che per troppo tempo ha ignorato le sofferenze delle persone colpite e di coloro che le circondano. Finalmente le vittime hanno trovato ascolto. Finalmente si è iniziato a prendere sul serio le accuse, a indagare su di esse e ad adottare misure adeguate a favore delle persone colpite e del loro ambito di vita”. “È stato abbattuto il muro del silenzio e la realtà nascosta è stata portata all’attenzione dell’opinione pubblica dal grido delle vittime e dai media. Questa realtà è stata ed è dolorosa, e anche vergognosa: ma è bene e necessario che la affrontiamo in modo responsabile, e che lo facciamo anche oggi”.

Si tratta di partire da quella verità che “farà liberi” (Gv 8,32). “Dobbiamo tutti chiederci come ci rapportiamo con il potere, l’autorità, la sessualità umana e le relazioni interpersonali seguendo i valori cristiani fondamentali. Ciò richiede un onesto e radicale esame di coscienza sia a livello personale che strutturale, ossia come Chiesa con tutte le sue istituzioni”.

Vero è anche che la piaga degli abusi pervade tutta la società, la quale “è chiamata a riflettere sui propri valori fondamentali affinché la dignità di ogni essere umano, i diritti umani e i diritti dei bambini e degli adolescenti vengano vissuti e fatti valere”. È necessario che Chiesa e società entrino “in un nuovo dialogo”, senza “ignorare il fatto che la maggior parte della violenza con implicazioni sessuali avviene nelle nostre famiglie e nel contesto di parentela e di vicinato”, per non parlare di quanto avviene lungo le vie digitali. Scrive il vescovo Muser: “Proprio perché l’abuso può accadere e accade spesso e ovunque – dentro e fuori la Chiesa – è necessario un radicale cambiamento di mentalità, che sia profondamente umano e cristiano: da una cultura dell’ignorare a una cultura del vigilare; da una cultura della non ingerenza a una cultura della trasparenza, dell’apertura e della corresponsabilità”.

L’appello è rivolto a tutti. “I responsabili negli ambiti ecclesiali sono chiamati ad assicurare che al proprio interno sia garantita la tutela dei minori. Il bene dei bambini e degli adolescenti, così come quello degli adulti vulnerabili, ha la massima priorità secondo la visione cristiana di Dio e dell’uomo”.

In presenza di sospetti, segnalazioni o casi di abuso in ambito ecclesiale, va subito contattato l’apposito Sportello diocesano, dove saranno definiti e avviati i passi successivi. Niente tabù e omertà di fronte a un fenomeno rispetto al quale “siamo tutti corresponsabili”.

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