Coronavirus: che cosa fa la Chiesa?

Il Segno – 1.4.2020

“Che cosa fa la Chiesa? Che cosa fa la diocesi?” È la domanda che ritorna puntuale ogni volta che, di fronte a una crisi, chi ne ha la competenza non trova soluzioni adeguate. Prendiamo il caso delle persone senza dimora presenti soprattutto a Bolzano, di cui ci si rende conto solo ora per paura del contagio.

È molto diffusa, anche tra ferventi cattolici, la credenza che la Chiesa abbia a disposizione alloggi ma, non si sa bene perché, non li voglia mettere a disposizione. È un pregiudizio sempre difficile da correggere. Certo che la Diocesi o gli Istituti diocesani hanno delle abitazioni, ma sono naturalmente tutte affittate e occupate.

Gli ordini religiosi hanno spazi adatti e disponibili? È possibile. Però ogni congregazione è responsabile del proprio patrimonio e ne dispone in autonomia. Nei conventi abitano oggi molte suore o frati anziani che in questo momento sono una categoria particolarmente a rischio. Ne sono morti già molti, in tutta Italia, a causa di COVID-19. Per questo la Caritas ha proposto all’Ente pubblico di non cercare improbabili spazi nei conventi, ma di allestire strutture di emergenza nell’ambito delle attività della protezione civile, dal momento che si tratta di un’emergenza di ordine sanitario.

Ma torniamo pure agli spazi delle congregazioni religiose. Normalmente quelli che ci sono vengono anche messi a disposizione. Ad esempio a Merano le suore di Carità danno gratuitamente alla Caritas diocesana un’immobile con una decina di stanze per persone senza dimora nei pressi del convento di Quarazze. A Caldaro e a Bressanone le suore Terziarie da molti anni mettono a disposizione della Caritas una ventina di alloggi per persone senza dimora. A Castelrotto sempre le suore Terziarie hanno reso disponibile per anni il loro vecchio convento per un Centro di accoglienza per persone richiedenti asilo e poi per persone con difficoltà abitative. Così anche l’accademia Cusanus di Bressanone ha dato alla Caritas Casa Miriam, che ora viene utilizzata per persone senza dimora.

A Bolzano la diocesi offre da diversi anni la casa Freinademetz che è destinata a persone che pur lavorando non trovano alloggio. Anche la Caritas dedica un suo appartamento ad ospitare persone richiedenti asilo inserite nel sistema di accoglienza dei CAS, senza per questo chiedere un euro alla Provincia. Lo stesso ha fatto per anni la parrocchia Tre Santi di Bolzano.

Questo è solo una parte di quello che è stato e che viene fatto. Quando negli inverni scorsi c’erano decine di persone per strada senza che gli enti pubblici competenti trovassero una soluzione (perché, ricordiamolo, la competenza per l’accoglienza delle persone senza dimora è dei Comuni o di altri enti pubblici), diverse parrocchie di Bolzano hanno aperto le case parrocchiali ospitando nelle sale dell’oratorio fino a cinquanta persone alla volta. Questo oggi, nel contesto di una crisi sanitaria, sarebbe certamente vietato.

Forse si dovrebbe aggiungere che la Diocesi mette a disposizione di attività in favore del territorio tutta la quota 8 per mille che riceve da Roma per interventi sociali, che la Caritas finanzia in buona parte con fondi propri il Centro d’ascolto, altri servizi di consulenza, la Consulenza profughi, la mensa di Bolzano, parte consistente del finanziamento dei Centri profughi, dopo il nuovo accordo tra Stato e Provincia (che penalizza fortemente gli enti gestori) e tante altre attività. Di tutto ciò è bene tenere conto quando ci si chiede “che cosa fa la Chiesa”.

Anche in tempo di COVID-19, mentre molti si sono chiusi (giustamente) in casa, la Caritas (cioè la Diocesi) ha fatto l’impossibile per mantenere vive le sue attività. Ha avviato un servizio di supporto agli anziani soli (spesa a cura di giovani volontari), una hotline per le persone disorientate, servizi di ascolto per problemi economici, psicologici, per persone in stato di lutto, ha esteso gli orari per l’accoglienza delle persone senza dimora ed altro ancora.

Ci si potrebbe chiedere: al posto di chi la Chiesa locale fa tutte queste cose?

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