Cosa si augura dal 2020…

…per rafforzare la solidarietà e la responsabilità sociale in Alto Adige?

Il Segno – 8.1.2020

La solidarietà non è un sentimento, ma soprattutto una scelta consapevole. Essa nasce da una riflessione attenta sulla nostra realtà. Se guardiamo bene, vediamo che molte questioni sociali hanno la loro causa nei nostri stessi comportamenti (a livello macro e micro). Un esempio è il fenomeno migratorio. Molte persone lasciano la loro terra perché il sistema economico globale produce povertà in molte parti del pianeta. Siamo chiamati a riconoscere l’interdipendenza tra noi e gli altri e a cambiare stili di vita nel senso della condivisione.

Se il disagio sociale degli altri – vicini o lontani che siano – dipende in qualche misura anche da noi e dal nostro modo di vivere, allora abbiamo tutti delle responsabilità. Non si tratta di colpevolizzarci, ma di capire che cosa può dipendere veramente da noi, dalle nostre azioni, dalle nostre scelte, dalle nostre parole e dai nostri silenzi.

Se siamo tutti responsabili allora non dobbiamo delegare ogni forma di solidarietà a enti, associazioni e gruppi, ma rimboccarci noi stessi le maniche. Praticare noi stessi la “caritas”. Potremmo avere ad esempio un vicino di casa anziano e senza parenti o una mamma con figli a cui dare una mano, un appartamento da affittare, del tempo da dedicare a chi è solo o malato. Siamo chiamati ad aprire gli occhi e il cuore.

Chi è direttamente impegnato in politica ha il dovere di favorire l’impegno solidale dei cittadini. Spesso invece situazioni di disagio vengono strumentalizzate per scatenare guerre tra poveri e per ottenere facili consensi elettorali. Per questo, anche nel 2020, ci servono politici onesti, sinceramente dediti alla costruzione del bene comune, e cittadini/elettori consapevoli, responsabili nella vita e nella cabina elettorale.

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