Care amiche, liebe Freunde

Caritas io&du – 6.2019

Im Eingangsbereich von Haus St. Michael, dem Hauptsitz der Caritas in Bozen, steht seit Ostermontag das Wort „Effata“ an der Wand zu lesen. Es bedeutet „öffne dich“ (siehe Markus 7: 31-35). „Effata“ ist ein Aufruf an uns alle, ins Leben anderer Menschen einzutreten (jeder mit seiner eigenen Geschichte), zuzuhören, den anderen zu erkennen, mit vollem Respekt mit unseren Mitmenschen zu kommunizieren. Es bedeutet, sich zu öffnen, Türen zu öffnen, zuzuhören, keine Angst vor dem Anderen zu haben. Das sind keine selbstverständlichen Haltungen im Zeitalter der Mauern, der gewaltsamen Worte und des Stacheldrahtes.

Il vangelo di Marco racconta (7,31-35) di come, nel territorio della Decàpoli, alla periferia della storia, alcuni uomini portarono a Gesù una persona sordomuta pregandolo di imporgli la mano. Egli lo prese in disparte, si allontanò dalla folla, gli pose le dita negli orecchi, gli toccò la lingua, alzò gli occhi al cielo, emise un sospiro e gli disse: “Effatà”, che significa “Apriti”. Dice il vangelo che “subito gli si aprirono gli orecchi, si sciolse il nodo della sua lingua e parlava correttamente”. Aprirsi, aprire le porte, per uscire e per far entrare, questa è la sfida e l’augurio per i prossimi tempi.

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