Il Segno – 6.3.2019
Quella di Josef Mayr-Nusser è una storia come tante altre. È questo elemento, paradossalmente, che la rende eccezionale. Josef fu una persona normale, capace di guardare in alto e, al tempo stesso, di tenere i piedi per terra. A Bolzano, sua città natale, ci sono ancora i luoghi della sua vita ordinaria. Ora questi luoghi (dalla casa natale al sito della sepoltura) sono uniti in un percorso che è stato presentato il 24 febbraio, nel 74° anniversario della sua morte avvenuta in un vagone parcheggiato sui binari della stazione di Erlangen.

Il sentiero dedicato a Josef Mayr-Nusser si articola in quattordici tappe. Comincia dalla stazione ferroviaria (tappa 1), da dove egli partì suo malgrado nel settembre del 1944, prosegue per piazza Verdi, dove si trova una targa commemorativa (tappa 2) con la sintesi dei motivi della sua scelta (“Se nessuno avrà mai il coraggio di dichiararsi contrario alle idee del nazismo, non cambierà nulla”), raggiunge poi il maso Nusser (tappa 3) nel quale Josef nacque il 27 dicembre del 1910. Da lì si dipartono due vie, una dedicata a Mayr-Nusser, l’altra (tappa 4) alla moglie e compagna di scelte Hildegard Straub. Il percorso prosegue fino a piazza Friedl Volgger (tappa 5), personaggio la cui storia ricorda il dramma delle Opzioni. Volgger appartenne, come Josef, alla Lega Andreas Hofer che si batteva contro il trasferimento degli optanti in Germania e fu per questo internato a Dachau. Presso la ditta Amonn, che ha un negozio in piazza Municipio (tappa 6), Josef lavorò come contabile durante la guerra. Erich Amonn, attivo nella resistenza antinazista, fu fondatore e primo segretario della Südtiroler Volkspartei. Disse di Mayr-Nusser nell’aprile del 1947: “Questi erano gli uomini, davanti ai quali sia i concittadini di lingua tedesca che quelli di lingua italiana del nostro Paese, si devono inchinare con uguale ammirazione e venerazione, poiché essi personificano quello spirito che ha condotto alla liberazione”.
La settima tappa del percorso è la chiesetta romanica e gotica di San Giovanni in Villa, luogo fondamentale per la formazione civile, religiosa e umana dei ragazzi di Azione cattolica. In via Claudia De’ Medici si trova l’abitazione di Hildegard e Josef (tappa 8). Nella chiesa del Sacro Cuore (tappa 9) fu celebrata l’11 aprile 1945 una messa alla notizia della morte di Josef. Il celebrante, don Josef Ferrari, disse tra l’altro: “Quello che (Josef) diceva era chiaro come l’acqua di una sorgente di montagna – quello che faceva, lo faceva per una bontà calda, che aveva il suo fondamento nella carità cristiana. Che portasse questo amore, lungo le sue camminate vincenziane, nelle baracche e nelle abitazioni dei poveri, che offrisse l’amore come una forza di conciliazione per le tensioni nella comunità dei giovani, era sempre lo stesso amore che nasceva dal suo cuore vicino a Dio. La sua gratuità era senza limiti e la sua disponibilità al servizio instancabile”.
Le tappe successive sono il Monumento alla Vittoria (10), dove si ricorda l’assurdità della guerra, la storia e le tragiche conseguenze dei totalitarismi, la Casa Kolping (11) e la sede della San Vincenzo (12) che fanno memoria della vita associativa che Josef contribuì a sviluppare e che ebbe un ruolo importante nella formazione della sua coscienza. Josef Mayr-Nusser e Hildegard Straub si sposarono nella chiesa di San Nicolò (tappa 13), di cui oggi rimangono solo le fondamenta. Il cammino si conclude nel Duomo di Bolzano (14), dove Josef Mayr-Nusser fu battezzato nel dicembre del 1910 e dove è stato sepolto nel marzo del 2017, dopo essere stato proclamato beato.
L’idea di proporre del percorso tematico nasce in seno al gruppo di lavoro diocesano per la beatificazione di Josef Mayr-Nusser. Il pieghevole è stato realizzato dal Centro per la Pace in collaborazione con Comune (Archivio storico) e Azienda di soggiorno di Bolzano, Ufficio pastorale e Caritas diocesana.