Vita Trentina – 16.12.2018
Bolzano – Come articolare le attività pastorali in una parrocchia bilingue (o addirittura trilingue)? Come integrare lingue e culture nella liturgia e in altri momenti di preghiera comunitari? E ancora: come affrontare difficoltà linguistiche in una comunità parrocchiale? Domande, queste, sempre più all’ordine del giorno in tante parrocchie della diocesi di Bolzano-Bressanone in cui persone di diversa madrelingua vivono e collaborano fianco a fianco. Al fine di rispondere alle sfide poste – e in attuazione del Sinodo diocesano – è stato istituito il gruppo di lavoro “Sprachen verbinden – comunicare tra lingue”, che fa capo all’Ufficio pastorale diocesano.
Il Sinodo aveva deciso di creare un gruppo di lavoro permanente allo scopo di “verificare le criticità nei rapporti tra i gruppi linguistici (non solo quelli tradizionali); raccogliere buone pratiche nel campo della comunicazione interlinguistica (anche in altre realtà europee); proporre soluzioni concrete in situazioni specifiche (a livello parrocchiale e diocesano); raccogliere brani biblici che raccontano della difficoltà di ‘fare comunità’ rispettando le diversità (ad esempio nella Chiesa delle origini) e proporli a fondamento dello sviluppo della comunità”.
Questo tipo di attività si giustifica per il fatto che nella diocesi altoatesina si sono create storicamente, a livello comunitario, situazioni molto diverse nella pastorale e nei rapporti con i gruppi linguistici minoritari, che possono essere di volta in volta quello italiano, quello tedesco o quello ladino. La tentazione è quella di dare vita a comunità distinte per lingua. La comunità cristiana invece non può essere che una, come una è la diocesi. Una e differente al suo interno, non solo per lingua, ma per età, sesso e per tante altre caratteristiche che arricchiscono la vita comunitaria.

Il gruppo di lavoro, composto da rappresentanti di parrocchie bilingui e da esperti del settore della comunicazione, ha deciso ora di realizzare un sondaggio per fotografare la situazione attuale delle parrocchie e per raccogliere esempi di buone pratiche da proporre e condividere in altre situazioni. La ricerca, affidata a Tobias Simonini, studente presso lo Studio Teologico Accademico di Bressanone, vedrà protagoniste una decina di parrocchie della diocesi, scelte in base alla posizione geografica e alla composizione linguistica. Simonini intervisterà il parroco, il presidente del Consiglio pastorale parrocchiale e una terza persona, scelta dal parroco e appartenente a un altro gruppo linguistico rispetto al presidente del Consiglio. “Desideriamo incoraggiare le parrocchie selezionate – spiega il direttore dell’Ufficio pastorale Reinhard Demetz – a cogliere le opportunità offerte da questo sondaggio. Rispondendo in maniera chiara e aperta alle domande poste, ci aiuteranno ad acquisire un’istantanea della loro realtà, a volte segnata da difficoltà ma anche caratterizzata da risorse forse inaspettate”.
Il gruppo è interessato anche ad altri tipi di contributo. “Chi volesse impegnarsi in prima persona e condividere le proprie esperienze riguardo a difficoltà sorte o soluzioni adottate nell’ambito dell’interazione interlinguistica in realtà parrocchiali, può farlo scrivendo un’email all’indirizzo: verbinden.comunicare@bz-bx.net”.