Tre beati

Vita Trentina – 9.12.2018

Bamberga – La domenica di Cristo Re non è state scelta a caso. La ricorrenza liturgica, fin dalla sua istituzione nel dicembre del 1925, ebbe il significato di ribadire che il potere terreno non è onnipotente. Può essere assai efficace nel bene e nel male, ma ha dei limiti nella regalità di Cristo, qualunque cosa ciò possa significare. L’arcivescovo Ludwig Schick nel giorno di Cristo Re ha annunciato all’arcidiocesi di Bamberga che a partire dal prossimo anno saranno celebrate le ricorrenze di tre beati, martiri del periodo nazista. Si tratta di Teresio Olivelli, Odoardo Focherini e Josef Mayr-Nusser. Tutti e tre morirono sul territorio della diocesi di Bamberga, Mayr-Nusser alla stazione della città di Erlangen.

I tre martiri, ha detto il vescovo, sono testimoni dei contenuti e del significato della festa di Cristo Re. “Essi si erano sottomessi a Cristo, il Re, e poterono perciò resistere all’ideologia nazista con la schiena diritta. Hanno difeso la dignità e i diritti dell’uomo contro il razzismo. Si rifiutarono di far dipendere l’amore per il prossimo dall’origine etnica e dalla religione di appartenenza, ma seguirono Gesù che ci ha dato il compito di amare ogni prossimo come se stessi”.

“Leader”, scrisse Josef Mayr-Nusser nel 1936, “ecco la parola vincente di oggi, lo slogan che elettrizza le masse. Tutti oggi puntano sulla leadership; in tutti i campi della vita umana, non solo in quello politico, si reclamano i leader”. “Dopo tutto il caos dei primi anni postbellici nella politica, nell’economia e nella cultura, vediamo oggi con quanto entusiasmo, anzi, spesso con una dedizione cieca, passionale e incondizionata le masse si votano ai leader. Ci tocca oggi assistere a un culto del leader che rasenta l’idolatria”. E si stupiva che “questa cieca fiducia nel leader” emergesse “in un’epoca piena delle più straordinarie realizzazioni dello spirito umano in tutti i campi della scienza e della tecnica”.

MOns. Ludwig Schick

Teresio Olivelli, lombardo, attivo nell’Azione cattolica, fu arrestato a Milano nell’aprile del 1944. Transitò dal lager di Bolzano e morì nel campo di Hersbruck nel gennaio 1945. È stato proclamato beato il 3 febbraio di quest’anno. Odoardo Focherini, di Carpi con genitori nonesi, anch’egli impegnato nell’Azione cattolica e nello scautismo. Arrestato nel marzo 1944, trascorse anch’egli del tempo nel campo di transito di Bolzano prima di essere condotto a Hersbruck (assieme all’amico Olivelli), dove morì nel dicembre 1944. La proclamazione a beato il 15 giugno 2013.

Mons. Ludwig Schick ha spiegato, nel suo messaggio, come la fede nella regalità di Cristo abbia donato ai tre la forza di resistere alla disumanità dei totalitarismi e di amare il prossimo fino al dono della vita. La fede in Cristo Re, ai tempi della dittatura hitleriana, fu un importante fonte di orientamento per l’atteggiamento politico di molti cristiani e di impulso alla resistenza contro il disprezzo dell’uomo, la violazione della dignità e dei diritti umani. “Questo è importante anche oggi”, ha concluso il vescovo bavarese, con evidente riferimento ai rischi che la tutela dei diritti umani corre nell’Europa e nel mondo di oggi.

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