Vita Trentina – 14.10.2018
Bolzano – Da dove viene e dove va il “welfare altoatesino”? Il tema è al centro dell’ultima pubblicazione dell’Istituto per la Promozione dei Lavoratori (IPL) di Bolzano, uscita in vista del rinnovo del Consiglio e, più avanti, della Giunta provinciale.
“Il welfare altoatesino – scrivono i curatori Silvia Vogliotti e Nicola Simonetti – è frutto dell’incontro culturale tra il Nord e il Sud Europa. In altre parole, al modello mediterraneo dello stato sociale italiano (basato sul ruolo della famiglia come ammortizzatore sociale) si accostano elementi dei sistemi sociali nordico-socialdemocratici”. Le influenze del sistema italiano, secondo l’IPL, “si vedono soprattutto nella costruzione del sistema sanitario nazionale (e provinciale), nella scuola inclusiva, nell’inclusione lavorativa delle persone con disabilità e nella psichiatria aperta”. Le più rilevanti importazioni di stampo nordico riguardano invece la cosiddetta “Sozialhilfe”, il reddito minimo, l’assegno di cura, nonché le prestazioni economiche alle famiglie e la conciliazione famiglia – lavoro, oltre che il finanziamento del welfare con la fiscalità generale”.
Dopo una breve rassegna storica sul welfare altoatesino e una descrizione dello stato dell’arte, la pubblicazione formula una serie di proposte, dieci misure “di sistema” nella prospettiva della “strada da intraprendere nella prossima legislatura”.
Si tratta in concreto di “estendere il concetto dell’innovazione anche all’ambito del sociale, attraverso lo studio di nuovi modelli, idee e servizi innovativi”, di “creare rete tra tutti gli attori coinvolti nel sociale, al fine di valorizzare le competenze diffuse e incentivare la collaborazione tra i vari soggetti, nonché per migliorare il monitoraggio del sistema”, di andare nella direzione della semplificazione, cioè di accorpare le prestazioni con “l’obbiettivo di migliorare la tutela dei deboli ed alleggerire il carico burocratico”, di “potenziare le professioni sociali e la loro immagine”. Il documento, enuncia il “diritto ad un posto all’asilo nido” e propone di “vincolare l’erogazione dell’assegno di cura ad un contratto regolare”, poiché ciò “assicurerebbe il versamento di contributi previdenziali per le assistenti/badanti e ridurrebbe l’incidenza del lavoro nero”.
Il sistema sanitario nazionale viene definito “un gioiello”. Esso è “costruito su principi universalistici e ispirato a criteri di accessibilità, equità, trasparenza e alto standard di trattamento”. Non tutti questi obiettivi però “sono stati raggiunti allo stesso modo, ma ciò non giustifica lo smantellamento o impoverimento del sistema pubblico”. Servono inoltre “una legge o un dibattito per proporre delle soluzioni concrete e adeguate affinché persone con handicap possano avere una vita autonoma e dignitosa”, anche quando rimangono senza i genitori.
In merito al problema casa si tratta di “creare offerta di abitazioni anziché sostenere la domanda”. Infine un ambito nel quale l’Alto Adige e il Trentino hanno avuto un ruolo da battistrada, quello dell’assistenza economica di base: il documento propone la realizzazione di un assegno unico”.
L’IPL è un istituto che raccoglie i rappresentanti dei sindacati e di Acli e Kvw.
