Vita Trentina – 3.12.2017
Innsbruck – Dopo quasi due anni di sede vacante sabato 2 dicembre la diocesi nordtirolese avrà di nuovo un vescovo. Si tratta di Hermann Glettler. Per diversi anni parroco a Graz, è un amante (e praticante) dell’arte e si è speso a lungo nella pastorale dei migranti. Nel settembre 2016 è stato nominato vicario episcopale per la Caritas e per l’Evangelizzazione nella diocesi di Graz-Seckau.
È stata proprio l’arte a guidare i suoi primi passi verso la nomina a vescovo. Invitato a Roma per la comunicazione ufficiale della Congregazione dei vescovi, racconta all’agenzia Sir, “dal momento che era la memoria liturgica di San Matteo, ho visitato la chiesa di San Luigi dei Francesi. Volevo vedere il quadro ‘La vocazione di San Matteo’ del Caravaggio. Gesù indica una persona nel gruppo che ha davanti a sé, ma non è ben chiaro chi. Tre ore più tardi c’è stato l’incontro con il prefetto della Congregazione. Nonostante fossi in un certo senso preparato, sono rimasto alquanto sorpreso quando il card. Marc Ouellet ha messo sul tavolo il decreto della mia nomina. Dopo un primo momento di shock e alcuni tentativi di fare qualche obiezione, sono stato preso da una pace interiore. Potevo dire di ‘sì’. Nella mia mente c’era l’immagine del dito di Gesù dipinto dal Caravaggio: ora il Signore indicava me! Egli chiama me, una persona semplice e per lo più molto occupata, mi chiama pur conoscendo le mie debolezze e i miei peccati. Questa è misericordia!”.

Hermann Glettler “non vuole una Chiesa di funzionari, non una Chiesa che si nasconda dietro le scrivanie e i computer”. Lo dichiara al Tiroler Sonntag, il settimanale della sua nuova diocesi. Che sia un rappresentante della “Chiesa in uscita” che tanto timore provoca nei cristiani di poca fede, lo dice già il suo motto episcopale: “Euntes curate et preadicate” (Andate, guarite e annunciate). “Dio vuole che noi rimaniamo in movimento perché lui stesso è la massima vitalità. Non possiamo tenerlo fermo e possederlo”. Anche Gesù è stato sempre per strada e “l’andare appartiene alla grammatica di base della nostra fede”. Ciò significa, per un vescovo, “prendere contatto, muoversi verso, bussare, visitare, farsi invitare… andare a trovare anche quelli che di primo acchito non sono così simpatici”. Per quanto riguarda il “guarire” si tratta soprattutto di “prendersi cura gli uni degli altri, essere l’uno per l’altro elementi di salvezza”, attraverso l’attenzione e la vicinanza, la riconciliazione e il perdono. Quanto alla confessione, “questo sacramento va riempito di nuova vita”.
Il terzo verbo del motto, “annunciare”, è per Glettler da intendersi come la “predica della vita quotidiana”. In sostanza di tratta di dare testimonianza della bontà di Dio attraverso la propria vita e il proprio comportamento, usando un linguaggio “normale”, alla portata di tutti. Ci sono molte persone, dice il nuovo vescovo, che anche senza dichiararsi esplicitamente credenti “attraverso la loro vita sono in autentica comunione con Dio”. Ci sono svariati modi, per Dio, di farsi trovare. “Noi non abbiamo il monopolio della relazione con Dio. Egli è un Amore sempre più grande, un Amore che ci supera sempre, anche nelle nostre rappresentazioni e nei confini istituzionali”.
Tschiderer il primo della serie
Innsbruck – La diocesi nordtirolese è stata creata nel 1964. Fino ad allora il territorio era appartenuto formalmente alla vecchia diocesi di Bressanone. Dopo la Grande guerra, nel 1921, era stata eretta un’amministrazione apostolica affidata a mons. Sigismund Waitz. Della nuova diocesi Hermann Glettler è ora il quinto vescovo. Lo hanno preceduto Paulus Rusch (1964-1980, precedentemente amministratore apostolico), Reinhold Stecher (1980-1997), Alois Kothgasser (1997-2002, divenuto poi arcivescovo di Salisburgo) e Manfred Scheuer (2002-2015, ora trasferito a Graz).
Quinto vescovo, ma settimo sacerdote ordinato nel Duomo di S. Stefano di Innsbruck negli ultimi due secoli. Il primo della serie è nientemeno che il beato Giovanni Nepomuceno de Tschiderer. Fino ad allora provicario della diocesi tridentina, Tschiderer fu nominato vicario generale per il Vorarlberg (che apparteneva a Bressanone) e vescovo titolare di Eliopoli. L’ordinazione avvenne a Innsbruck “per caso” il 20 maggio del 1932, dal momento che il vescovo brissinese Bernardo Galura si trovava nella parte settentrionale della sua grande diocesi per amministrare le cresime. Tschiderer, come è noto, fu nominato tre anni più tardi vescovo di Trento. È stato proclamato beato nel 1995 da papa Giovanni Paolo II.
Gli altri sacerdoti ordinati nella chiesa di S. Stefano sono Paulus Rusch (30 novembre 1938), il francescano Bonifaz Madersbacher, vescovo missionario in Bolivia (20 agosto 1970), Reinhold Stecher (25 gennaio 1981), Alois Kothgasser (23 novembre 1997) e Manfred Scheuer (14 dicembre 2003).
