Roba da matti?

Caritas – 11.2017

Quest’anno la Domenica della Carità sarà celebrata in tutto il mondo. Papa Francesco ha indetto infatti, per il prossimo 19 novembre, la “Giornata mondiale dei poveri”. Ecco che il nostro “promemoria” annuale – “La povertà è più vicina di quanto pensi” – diventa ora particolarmente interessante ed efficace. Lo colleghiamo, in diocesi, al tema pastorale che si ispira all’ambito degli “stili di vita” e suona così: “Sulla tua parola: coraggiosi, cristiani, solidali”.

Un campo nel quale siamo chiamati a essere particolarmente “coraggiosi, cristiani e solidali” è quello del disagio psichico. Per capire quanto ci riguarda questa realtà, basta fare riferimento a ciò che affermano alcuni studi scientifici internazionali: una persona su tre nel corso della sua vita soffre, in qualche modo, di un problema psichico. Una persona su tre! Probabilmente anche molti di noi stessi o dei nostri cari.

Nel nostro benestante Alto Adige non tutti stanno bene. I servizi sanitari, nel settore di cui parliamo, seguono più di 18mila persone. Tremila coloro che, l’anno scorso, hanno avuto bisogno di un ricovero ospedaliero. La sanità pubblica offre molte risposte, tuttavia resta anche molto da fare. Il personale è insufficiente, serve un coordinamento tra aspetti sociali e sanitari, vanno chiarite le competenze…I pazienti si sentono spesso trattati al di sotto delle loro necessità.

Il disagio psichico ci riguarda così da vicino che spesso preferiamo proprio non vederlo e non parlarne. Ma in questo modo si alimentano lo stigma, i pregiudizi e l’emarginazione. Invece, a cominciare dal guardarsi intorno, c’è motivo di impegno per tutti.

Papa Francesco ci invita ad avvicinarci ai malati con la “sapienza del cuore” (cfr. Giornata mondiale del malato 2014). Non una “conoscenza teorica, astratta, frutto di ragionamenti”. “Sapienza del cuore è servire il fratello”. “Quanti cristiani anche oggi testimoniano, non con le parole, ma con la loro vita radicata in una fede genuina, di essere ‘occhi per il cieco’ e ‘piedi per lo zoppo’! Persone che stanno vicino ai malati che hanno bisogno di un’assistenza continua, di un aiuto per lavarsi, per vestirsi, per nutrirsi. Questo servizio, specialmente quando si prolunga nel tempo, può diventare faticoso e pesante. È relativamente facile servire per qualche giorno, ma è difficile accudire una persona per mesi o addirittura per anni, anche quando essa non è più in grado di ringraziare”. “Sapienza del cuore è stare con il fratello”. Condividere il tempo con chi altrimenti fa esperienza di abbandono e solitudine, aiuta a capire il senso delle cose e a vivere la propria vita come un dono (da accogliere e da dare).

“Sapienza del cuore è uscire da sé verso il fratello”. Dimentichiamo spesso il valore del tempo donato, “perché si è assillati dalla fretta, dalla frenesia del fare, del produrre, e si dimentica la dimensione della gratuità, del prendersi cura, del farsi carico dell’altro”.

Infine, e ciò vale in modo particolare per il disagio psichico, “sapienza del cuore è essere solidali col fratello senza giudicarlo”. La carità ha bisogno di tempo. “È condivisione che non giudica, che non pretende di convertire l’altro; è libera da quella falsa umiltà che sotto sotto cerca approvazione e si compiace del bene fatto”.

La sapienza del cuore può portare le persone a scegliere uno stile di vita contrario alla mentalità corrente, alla pressione a produrre profitti e ad aumentare le proprie prestazioni. In fondo anche vivere la propria vita come un dono è, per molti benpensanti, “roba da matti”.

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